golf

Giuseppe Lavazza: «In Spagna, a Valderrama, il campo più bello»

Ma la passione è iniziata nell'infanzia sui campi delle Alpi piemontesi

di Carolina Durante




E' golfista da sempre Giuseppe Lavazza. Oggi, a 42 anni, con un ruolo di gestione dello sviluppo dei nuovi prodotti e definizione del posizionamento dell'azienda di famiglia nel mondo, oltre che marito e padre di tre bambini, il tempo da dedicare al golf è sensibilmente diminuito. Ma non la passione, come racconta in questa intervista a Luxury24.it.

Quando si è avvicinato per la prima volta al golf?
Ho iniziato a giocare a golf quando ero bambino nel 1972, a sette anni. In montagna a Claviere (in provincia di Torino, al confine con la Francia, ndr) dove andavo in vacanza seguivo mia nonna, Ninni Lavazza. Faceva sempre nove buche al mattino con il suo fedelissimo caddie, Gino Boldrini, e io ogni tanto provavo a fare un putt o a tirare un colpetto. Poi mi hanno regalato una sacchetta con due ferri da donna tagliati sulla mia misura, il putter e un legno. Erano dei Mizuno e ricordo ancora perfettamente il legnetto con la testa rosso vivo, era una meraviglia: impossibile non rimanerne conquistati. Le vacanze estive in montagne erano dedicate a questo gioco. Mio nonno è stato presidente del Golf di Claviere per tanti anni e così anche mio papà. Giocavano entrambi piuttosto maluccio, ma erano molto appassionati.

Quanto tempo riesce a dedicare al golf?
Gioco molto poco. Mi capita di giocare saltuariamente con gli amici quando mi trovo in vacanza e d'estate in montagna. Avendo iniziato da bambino ho il vantaggio di avere uno swing abbastanza naturale che mi facilita nel gioco lungo, ma con poca pratica sono in difficoltà su tutto il gioco corto. Sulla carta ho un handicap 9, che definirei ottimistico perché non credo di giocarlo. Troppa irregolarità dovuta a scarsa pratica e a scarso allenamento.

Che cosa le piace del golf?
Tutto: è un gioco dal gesto potente ed elegante, ricco di insidie e sempre al limite dell'errore catastrofico. Mi piace sentire il controllo del colpo sulla palla, la potenza e la precisione di un impatto perfetto, gustare il volo della palla verso l'obiettivo, sentire il bastone che si muove in timing. Insomma quando si gioca bene è una bellissima sensazione e per arrivarci bisogna "lavorare" duro…. Il golf non ti regala nulla, quello che sei devi meritartelo tu. E anche quando si gioca male io credo che si debba sempre pensare che in fondo si è già molto fortunati ad essere in quel momento sul campo da golf.

Prende lezioni o è autodidatta?
Ho iniziato da autodidatta, guardando gli altri giocare, solo dopo molto tempo ho preso le prime lezioni. È stato indispensabile perché oggi la tecnica e i materiali sono completamente cambiati rispetto anche solo a dieci anni fa. Oggi con la nuova didattica il golf è ancora più bello, più potente e preciso. La tecnica ti porta ad aver uno swing che riduce di molto la possibilità di errore, però non è intuitiva.

Sceglie un posto di vacanza anche in base ai campi da golf che troverà?
Ormai è difficile trovare posti di villeggiatura dove non ci sono dei campi da golf. Posso dire che mi porto dietro la sacca quasi sempre, e se c'è la possibilità ne approfitto. Ma non sono maniacale.

Qual è il suo campo preferito o il campo più bello su cui ha mai giocato?
Il campo più bello che ho visto è Valderrama, dove ho assistito alla Ryder Cup nel ‘97. Quelli che mi sono sempre piaciuti di più e su cui vorrei sempre giocare veramente bene sono almeno tre, e tutti in Piemonte: Biella, i Roveri (Fiano Torinese) e Bogogno (Novara).

Chi sono i suoi compagni di gioco ideali?
Mi piace giocare con persone che amano il golf e rispettano sia il gioco sia i loro compagni di partita. Sul campo l'etichetta di comportamento conta. Per me è fondamentale.

È competitivo? Anche fuori gara gioca la partita con i compagni?
No, quando non faccio la gara mi piace allenarmi, provare i colpi, regolarizzare lo swing, acquisire sicurezza nel gioco. Potrei passare ore in campo pratica ad esercitarmi.

La più bella soddisfazione golfistica?
Un bel 64 al Circolo Golf Torino qualche anno fa, alla Coppa Fasano, per arrivare a hcp 7.

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