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GOLFLuoghi, attrezzi, idee:il bello del green Campi spettacolari e bastoni d'avanguardia per le partite sull'erba di Carolina Durante |
Tags: Preferred Golf Club, golf, lusso, swing, New South Wales Golf Club, Nike
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Il regalo ideale per il golf-trotter che ama trattarsi bene è l'iscrizione al Preferred Golf Club (595 dollari, www.preferredgolf.com), club esclusivo per i possessori dell'American Express che prevede un green fee gratuito ogniqualvolta si soggiorna per almeno due notti in uno dei 42 resort da favola elencati sul sito: si va da The Greenbrier in Virginia al Sandy Lane (dove si è sposato Tiger Woods) a Barbados, da The K Club in Irlanda, a Grand Cypress in Florida.
Tutti lo dovrebbero tenere nella sacca da golf, perlomeno nella versione più popolare in acciaio o in plastica, ma questo è un vero oggetto di lusso per il golfista che ha già veramente tutto: è il divot repair tool detto anche in italiano "alzapitch", ovvero l'attrezzo per riparare i danni procurati dall'impatto della pallina sul green. Scotty Cameron, noto marchio di putter molto efficaci (anche Tiger Woods ne usa uno) ma altrettanto costosi, ha pensato di avvolgerlo addirittura in una custodia in pelle di alligatore (in vendita online, 275 dollari, www.scottycameron.com).
Dalla delicatezza del tocco sul green alla potenza del tee-shot, ovvero il colpo di partenza, dove la precisione è spesso un optional: l'ultimo nato di casa Srixon si chiama Z-RW e grazie a una ripartizione del peso settoriale produce una deformazione della faccia all'impatto più uniforme, anche grazie al sottilissimo multimateriale SP700 HM di cui è composta. In sostanza, il centro del bastone si allarga e la pallina evita di prendere brutte pieghe verso destra o sinistra, anche se l'esecuzione dello swing non è proprio da manuale (349 euro) «È un grande onore per me essere tra i soci che hanno la fortuna di giocare su un campo da golf così bello». A parlare è uno che se ne intende: Greg Norman, il Grande Squalo Bianco, leggendario campione australiano ai vertici del ranking mondiale per oltre un decennio (tra l'86 e il '97) e oggi anche designer. Ma il New South Wales Golf Club di Sydney non è opera sua: Norman vi ha solo apportato qualche modifica in anni recenti. Le spettacolari 18 buche che si snodano con le caratteristiche di un tipico links su dune di sabbia affacciate su Botany Bay, a 20 minuti dal business district della città, sono il prodotto della matita del più grande architetto del passato, lo scozzese Alister MacKenzie (autore anche dell'Augusta National e di Cypress Point in America), che vi lavorò dal 1926 a più riprese, sino alla fine degli Anni 40.
Superate queste difficoltà, la ricompensa è giocare su un tracciato speciale e impegnativo (è consigliabile un handicap massimo di 24), che lancia continue sfide e difficoltà sempre diverse a seconda delle condizioni del vento.
Il golf è fatto di pazienza, concentrazione e strategia, e ogni tipo di colpo ha bisogno di una tecnica a sé. Quello che ai profani sembra una bazzecola - il putt un paio di metri dalla buca - è in realtà una corsa a ostacoli piena di tranelli: inclinazioni diagonali o verticali del terreno, direzione del taglio dell'erba e sua lunghezza, compattezza del terreno e altro ancora. Nike ha pensato che il giocatore abbia già abbastanza da pensare e ha preso in prestito i principi dell'ingegneria ottica per realizzare il "putter Ic": un piccolo gioiello che, enfatizzando le frecce per l'allineamento posizionate sulla testa e perfezionando colore (totalmente verde), forma e contrasto del bastone, aumentano la capacità di visualizzare la traiettoria della palla. È disponibile in cinque modelli e due lunghezze e costa 180 euro |
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