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I muri sono cinesi, dall'ideazione alla realizzazione. Il resto sta nascendo giorno dopo giorno, con la fretta che tutto sia perfetto per l'8 agosto 2008, quando inizieranno i Giochi di Pechino. Il Pangea Plaza della capitale, cinque palazzi affacciati sullo stadio olimpico, il Nido di Herzog & de Meuron, è nato dalla creatività di C.Y.Lee, l'architetto della Taipei 101. Questo immenso complesso, dal quale nei giorni sereni si vede la Grande Muraglia, diventerà il polo cinese del lusso: è formato da tre costruzioni residenziali da venti piani (per un totale di 192 appartamenti da 600 mq), un albergo di venti piani a sette stelle (il primo in Cina), una galleria lunga 400 metri che sarà la Montenapoleone del Paese con le vetrine del lusso internazionale e la torre principale – assomiglia alla testa di un dragone - da 39 piani per uffici, museo d'arte ed eliporto.
Il progetto da un miliardo di dollari è realizzato dalla Ac Morgan Investment Inc. e dalla Beijing Morgan Investment: grazie alla passione di Miles Kwok, presidente della Ac Morgan, per il design italiano i muri cinesi si ammorbidiranno con linee nate nel nostro Paese. Mister Kwok, folgorato da una pubblicità della Giorgetti vista sulla rivista americana «Robb Report», ha scelto gli arredi dell'azienda di Meda per le 260 stanze dell'albergo (già tutte prenotate a 1.500 euro a notte per il mese di agosto) e le porte della Trep&Trepiù (Birone di Giussano) progettate da Antonio Citterio per commesse che valgono 9 e 3 milioni di euro. In queste settimane l'architetto brasiliano Ricardo Bello Dias è all'opera proprio per realizzare l'arredo dell'hotel: con lui lavorano cinque colleghi del suo studio che è stato ampliato anche grazie alla professionalità di quindici architetti cinesi. Poi ci saranno da progettare la hall, i ristoranti, la sala convegni, la zona termale. «È una commessa importante - dice il presidente Carlo Giorgetti - ma la presenza in cantiere di Bello Dias è una sicurezza: i nostri materiali saranno collocati al meglio tanto da valorizzare gli spazi del Pangea Plaza e da apparire in tutta la loro lineare eleganza». Le 260 camere e le aree ancora da definire potrebbero essere solo l'inizio dell'italianità del complesso cinese. Sempre per conto di Giorgetti, gli architetti Chi Wing Lo e lo stesso Bello Dias hanno ideato, oltre ai progetti da 25mila euro l'uno per le camere, tre model house da 220mila euro per gli appartamenti: a mano a mano che le residenze saranno cedute (Bill Gates ha appena acquistato uno dei tre roof apartment da 1.200 metri quadrati con giardini pensili e laghetti artificiali, Richard Gere è in trattativa, e uno sarà la nuova abitazione di Kwok), i clienti sceglieranno se affidarsi al design italiano o arredare diversamente gli spazi.
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