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«L'anima di Londra è
un mescolarsi di sapori»

E il mio lusso è non rinunciare alle diversità. Ma soprattutto giocare agli aquiloni insieme
ai miei figli, guardando la città da Kite Hill

di Giorgio Locatelli per Luxury24

Rating:
3.6
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Tags: Londra, cibo, città, lusso



Ho sempre vissuto al nord di Londra. I primi due anni avrò cambiato venti, trenta appartamenti. Islington, Little Venice, Camden Town. Il centro l'ho attraversato quando era un posto incredibilmente bohémien, quando Soho e Covent Garden erano davvero posti ricchi di stimoli, pieni di gente squattrinata ma con tante idee. Quella zona, che oggi è il mio luogo di lavoro, mi è rimasta nel cuore ma per la mia vita ho scelto il nord: Camden.
Da lì ho visto la città evolversi, mutare aspetto. Il cibo è stato un grande protagonista del cambiamento di Londra negli ultimi decenni. Mangiare bene è entrato un po' alla volta a far parte della cultura britannica. E se alla fine degli anni Settanta il buon cibo era sinonimo di cucina francese, verso la metà degli anni Ottanta è finalmente arrivata la cucina italiana.

Adesso anche i giovani londinesi usano "margherita" per dire pizza. I termini della nostra gastronomia sono entrati nel vocabolario inglese delle vecchie e nuove generazioni. A questo si è aggiunta la tendenza a mangiare fuori casa che ha favorito la diffusione dei ristoranti. Certo non possiamo parlare di un'educazione alimentare. La Gran Bretagna è ancora il posto dove, quando il (poi) celebre chef scozzese Gordon Ramsay andò dal padre a dirgli che voleva diventare cuoco si sentì rispondere che quello era un mestiere poco adatto agli uomini veri. Rivoluzione non c'è stata, possiamo parlare più che altro di conoscenza. Ora gli inglesi vogliono sapere cosa mangiano. Questo ha favorito l'ingresso della cucina mediterranea nelle loro abitudini alimentari.
Ricordo quando nel 1985 al grande Luciano Pavarotti, in città per un concerto, venne voglia di mozzarella e prosciutto. Trovare latticini che non fossero plastica fu un'impresa. Adesso arrivano freschi tutti i giorni anche nei grandi supermercati. La gente comincia a cucinare italiano in casa. Ma se si vive in una città che ha tutte le cucine del mondo concentrate in una strada di venti metri perché mangiare in casa? Questa è la grandezza di Londra, una città dove i sapori più diversi si incontrano e si mischiano. Chiunque passa lascia un segno, una traccia delle sue idee. Anche se i grandi chef spesso sono solo chimere, lasciano comunque uno stimolo che viene preso e interpretato dagli altri. E' questo melting pot che dà una grande energia alla città.

Il lusso di Londra sta proprio nel non rinunciare alle diversità. Il mio è direttamente proporzionale alla felicità. E' un mezzo. Avere l'aria condizionata che mi permette di lavorare bene. Prodotti ottimi e freschissimi. Ma anche girare in moto, rigorosamente italiane, andare a Jeremy Street per comprare capi che durano nel tempo. E portare i miei figli in quello che considero il luogo più speciale di Londra: Kite Hill, la porzione di Parliament Hill, al nord ovest di Londra. Giocare con gli aquiloni mentre vediamo l'House of Parliament, la City, la cattedrale di St.Paul. Da lì si gode decisamente del panorama più bello di tutta la città.


Giorgio Locatelli è uno chef italiano che vive a Londra, dove nel 2002 ha aperto la «Locanda Locatelli» www.locandalocatelli.com

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