sapori

Gobino, il cioccolato
e il Barolo chinato

Lo storico marchio torinese lancia una nuova pralina e prepara altri gusti inediti. E sempre mantenendo il design in primo piano

di Federico De Cesare Viola

Rating:
3.6
Rating 3.6

Tags: cioccolato, design


Dal 1985 alla guida di uno dei laboratori storici del cioccolato torinese (datato 1946), Guido Gobino è uno dei grandi Maître Chocolatier d'Italia. Un personaggio unico: è, insieme, un po' gentiluomo d'altri tempi, un po' viaggiatore curioso, un po' (anzi, molto) artigiano in prima persona adattato ai tempi moderni. Nella sua celebre bottega/boutique di via Cagliari, sono in mostra (e in vendita) i suoi piccoli capolavori - giandujotti classici, giandujottini tourinot, crema gianduja, amarissimi, cremini e fogli alla nocciola, tra i più richiesti - veri e propri oggetti del desiderio per i cultori del cacao. Desideri alla portata di tutti? «Direi proprio di sì – conferma il "maestro" - avere la possibilità di degustare un prodotto di questo genere, con materie prime e controlli di altissima qualità, è un piccolo lusso quotidiano, uno sfizio che però ha bisogno del suo tempo e del suo spazio. Dico sempre che il cioccolato si mangia seduti, in tutta calma».

Una costante ricerca sulle più moderne tecniche di lavorazione e l'utilizzo di materie prime selezionatissime (dalle nocciole Tonda Gentile delle Langhe ai cacao Arriba, Java e Trinidad) sono i cardini del "Gobino style", ma alla base della filosofia di lavoro c'è soprattutto una precisa alchimia: riuscire a conciliare il rispetto assoluto della tradizione piemontese con un'innata vocazione alla sperimentazione. «Mi diverte partire da un prodotto finito e affermato e poi, sulla base di stimoli, assaggi e profumi raccolti in giro per il mondo, innescare la fantasia e provare ad associarli al cioccolato». Solo in rari casi, però, un esperimento diventa appannaggio del grande pubblico: «Non sono mai contento del risultato finito. Sono alla continua e maniacale ricerca della perfezione, di quella che io chiamo la precisione assoluta del gusto. Ritengo che nel trattare il cacao sia indispensabile grande rigore e disciplina». Anche il design si piega al gusto, dunque? «ll design è fondamentale. Il cioccolato si degusta inizialmente con la vista, poi con l'olfatto e il gusto. Per quanto mi riguarda, però, l'estetica e le forme devono essere sempre funzionali alla degustazione». A proposito di degustazioni, ecco le novità in cantiere: «Intanto un nuovo punto vendita interattivo a Torino, un progetto molto interessante che mira a una precisa e coinvolgente educazione al gusto. Per l'occasione sto preparando cinque o sei nuovi gusti». Almeno un'anticipazione... «Una pralina al Barolo chinato». Non ci resta che aspettare, acquolina in bocca.


Guido Gobino - Cioccolato e Giandujotti
Via Cagliari, 15/b - Torino
tel. 011.2476245
www.guidogobino.it

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