IDEE

Laundry, la lavanderia creativa fra arte ed ecologia

A Milano un nuovo spazio per bucato e mostre promosso da giovani imprenditori. Pronti a lanciare la loro linea di jeans riciclati e personalizzati da artisti free lance

di Luca Vaglio

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Tags: moda, Milano, fotografia


Laundry nasce nell'aprile scorso con un investimento irrisorio, pari a poche migliaia di euro, da parte di tre soci, Cristiano Feleppa Grimaldi, Francesco Marconi e Riccardo Cortese, nati negli anni '80 e con precedenti esperienze lavorative nei settori della comunicazione e della moda. La sede è a Milano, in via Vigevano, nei locali di una lavanderia a gettone. La lavanderia preesisteva all'insediamento di Laundry e funziona tuttora. I fondatori di Laundry, tuttavia, migliorando l'estetica del locale, presentando lì le loro collezioni e promuovendo, sempre nella lavanderia, mostre d'arte e fotografia - una al mese - , hanno ottenuto di poter usare gli ambienti senza pagare l'affitto. La cosa conviene ad entrambi: negli ultimi mesi il via vai di persone e la comunicazione di Laundry, soprattutto sui social network e nei locali di Milano, ha fatto aumentare di quattro volte i clienti della lavanderia.
Nelle scorse settimane Laundry ha presentato la sua prima collezione. La filosofia creativa è focalizzata sul riuso. Vengono comprati a prezzo ridotto vecchi jeans Levi's anni '80-'90, invenduti e abbandonati nei magazzini, oppure stoffe di qualità, sempre anni '90, nascoste nei magazzini delle aziende produttrici. A questo punto, la stoffa o il vecchio capo vengono lavati, trattati e affidati, per il disegno, la cucitura e la personalizzazione a giovani stilisti free lance. Quindi, si va sul mercato. I soci ora cercano partner per aprire nuove sedi a Berlino, Istanbul e Tel Aviv.
Il modello di business di Laundry sintetizza diversi aspetti: investimento iniziale bassissimo, comunicazione a 0 euro sui social network e nei locali, uso di materiali riciclati, coinvolgimento di giovani che altrimenti, almeno in alcuni casi, farebbero un po' di fatica a piazzarsi nel mondo del lavoro, riuso di materiali e capi anni '80-'90, condivisione degli spazi con un'altra attività e apertura a mondi creativi paralleli, come l'arte e la fotografia. Inoltre, i disegni degli artisti che espongono in lavanderia poi finiscono sulle magliette firmate Laundry. Che la nuova economia passi anche da qui?

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