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Green ThinkContadini online, menù etici e giardini in bottigliaDa San Francisco al Giappone, le migliori idee eco-sostenibili della settimana di Cristiana Raffa |
Tags: Inghilterra, design, San Francisco, Amsterdam, giardini
My Farm: giocare alla fattoria
Farmville è stato uno dei giochi social più amati degli ultimi due anni. Consiste nella creazione di una fattoria da parte dell’utente-contadino. 80 milioni di giocatori al mese ne hanno decretato il successo mondiale, gli esperti dicono che sia terapeutico. E allora perché non trasportare l’amore per l’agricoltura ludica in supporto per una fattoria vera? L’hanno fatto in Inghilterra, nel Cambridgeshire, dove è possibile sostenere una fattoria con animali che producono realmente e contadini che lavorano. Basta versare una quota partecipativa di 30 sterline annue e si può partecipare a distanza alla vita agreste. Si segue il blog attraverso i resoconti quotidiani e le webcam, si votano decisioni gestionali come la scelta delle colture, l’utilizzo e la collocazione degli animali. Al momento stanno preparando anche una app per smartphone che permetterà di vivere la fattoria 24 ore su 24 e comunicare in tempo reale da ogni luogo. Ovviamente My Farm, così si chiama, si può visitare anche fisicamente ogni volta che si desidera usufruire delle agevolazione per i “players” e partecipare ai numerosi eventi organizzati. «L’obiettivo - dice l’ingegnoso fattore-manager Richard Morris in un video sull’home page del suo sito – è arrivare a 10.000 giocatori». Il che gli garantirebbe un fondo annuo di 300mila sterline: quando si dice fare i soldi a “palate”.
www.my-farm.org.uk
Bioedilizia a Parigi, arrivano i mini-alloggi
Si chiamano BioAppart, saranno collocati al centro della città, misureranno dai 18 ai 30 mq circa, ottimizzati fino all’ultimo centimetro come si fa nel design delle barche. Il progetto è dello studio Karavitz Architecture che sta usando per realizzarlo materiali 100% ecologici: canapa per i tessuti, pigmenti naturali per le colorazioni, argilla per insonorizzare le pareti, illuminazione ed elettrodomestici a massimo risparmio energetico. Sono in tutto cinque “studio” superlusso – uno zona Louvre, uno al Beaubourg, uno a Notre Dame, uno a Place des Vosges, uno con affaccio sulla Senna - non potranno essere acquistati, ma solamente affittati, anche per singole notti o settimane. I prezzi sono interessanti: oscillano dai 100 ai 180 euro per notte.
www.bioappart.com
Al Caffè Gratitude menù biologici e pagamento a discrezione
La catena di bar californiana Café Gratitude ha scelto di unire ai menù biologici l’approccio “pay-what-you-want” per alcuni piatti. La portata a base di cavoli e fagioli neri, il cui prezzo suggerito sarebbe di 7 dollari, è una delle più richieste. I prodotti sono tutti locali e c’è una vasta scelta per i vegani. I soci fondatori sono una giovane coppia, Matthew e Terces Engelhearts, il claim della compagnia è “ogni giorno pratichiamo l’amore, la generosità e la gratitudine attraverso il privilegio di servire gli altri”. La catena, presente con numerosi negozi soprattutto a San Francisco, propone anche workshop, letture e incontri sullo stile di vita etico.
http://cafegratitude.com
Il parco in aeroporto
Qualche giorno fa l’aeroporto Schiphol di Amsterdam ha aperto al pubblico la prima sala d’attesa ispirata a un parco: si chiama Airport park ed è un progetto a metà tra un parco con alberi veri e una scenografia con tronchi finti e prato sintetico. C’è uno spazio all’aperto su una terrazza, un bar che serve spremute fresche e prodotti biologici, riproduzione di suoni naturali, farfalle disegnate dappertutto e illuminazione a LED. Per ricaricare telefoni e computer c’è anche l’opzione della dinamo che si attiva pedalando una cyclette, utile per fare moto negli scali tra un volo e l’altro.
www.schiphol.nl/airportpark
Giardini nei tappi di bottiglia
È un’idea veramente giapponese: piccolissimi giardini dentro i tappi di plastica delle bottiglie. Si fanno con appositi kit di pasticche di terriccio pressato contente dei semi, della grandezza standard dei tappi più comuni. Un’irresistibile piccolo gadget ecologico il cui scopo è far sorridere i bambini. Il progetto è parte di un altro più ampio che si chiama Merry Project, nato da un’associazione nipponica che, attraverso oggetti semplici e divertenti, si pone l’obiettivo di diffondere la felicità. “Smile is a universal language”, è il loro motto. La loro attività è particolarmente intensa dopo la tragedia dello tsunami, viaggiano per il Giappone portando il sorriso ai bimbi residenti nelle zone più colpite.
www.merryproject.com
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Come Elisabetta II divenne arte contemporanea
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