INTERVISTA

Deanna Duke: «Le mie
5 ricette per l'ecolife»

La guru del green lifestyle racconta come è semplice cambiare la propria vita

di Cristiana Raffa

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3.9
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Tags: Earth Day, giardino, orto, consumi, automobile, cosmetici, Europa, Stati Uniti


«Ricordarci della Terra un giorno all'anno non è abbastanza, ma tutti parlano dell'Earth Day, come stiamo facendo noi ora, e questo aiuta a cambiare poco a poco la mentalità delle persone», spiega Deanna Duke quando a Seattle è già notte. È quando tutti vanno a dormire che Deanna si dedica a scrivere i suoi libri, il suo blog da 100mila visitatori al mese, a rispondere alle domande dei giornalisti del New York Times, di Usa Today, di Scientific America, dell'Huffington Post o di Treehugger. È considerata un'esperta di green lifestyle: di giorno fa la consulente alle risorse naturali per il governo locale, si occupa della fattoria urbana in cui vive col marito, due bambini e tre polli. «Oggi per me è un giorno come un altro, continuo a lavorare in giardino per ampliare lo spazio per le nostre piante da frutto, non siamo ancora completamente autosufficienti con l'orto, ma non manca molto».

C'è un giorno particolare in cui ha deciso di cambiare vita?
Mi sono sempre interessata ai movimenti ambientalisti, ma quando è nato il mio primo figlio ho iniziato a prendere seriamente in considerazione il "natural parenting": allattamento al seno, scelta di prodotti non tossici, letto condiviso, pannolini di stoffa.
Quali sono le domande più frequenti che le rivolgono i suoi lettori?
Mi chiedono soprattutto come si può coniugare questo stile di vita con tutti gli impegni quotidiani. Tra il lavoro e la famiglia sarebbe molto più semplice usare cibi congelati o andare in un fast food. Il mio obiettivo è spiegare che si può cambiare in maniera molto semplice e graduale senza grandi sforzi.
Non pensa mai di incarnare un cliché di hippy fuori dal tempo?
La nostra vita è completamente integrata alla società contemporanea, cerchiamo di prenderne il meglio e ne inquadriamo i difetti. Viviamo un'esistenza critica.
Cosa dicono gli amici dei suoi figli quando vengono a trovarvi?
Inizialmente sono contrariati quando offro loro spremute fresche al posto di merendine confezionate, ma rimangono molto colpiti dal nostro orto e amano dare da mangiare ai polli: si divertono.
Lei ha partecipato a un reality show intitolato "Missione sostenibilità", cosa faceva e che insegnamento ne ha tratto?
L'obiettivo era condurre una famiglia americana a ridurre l'impronta ecologica, cioè l'inquinamento prodotto da ciascuno di noi. Mi sono occupata della loro igiene personale e della pulizia della casa, gli ho insegnato a usare prodotti ecologici, a consumare meno acqua, cose molto semplici. Stare a contatto giorno per giorno con qualcuno che deve cambiare stile di vita mi ha fatto capire cosa significhi davvero provare a incidere sulla mentalità di chi non è naturalmente sensibile a certe tematiche. Di solito le persone pensano che vivere in modo ecologico sia dispendioso, credono di dover per prima cosa a installare pannelli solari, per esempio. Non è così, basta molto meno e fa risparmiare sul bilancio familiare.
Spesso si dice che gli ambientalisti vivono un senso di colpa perenne perché non si sentono mai green al 100%. Le capita mai?
Nessuno è perfetto, non è una gara contro se stessi. Il senso di colpa non ha motivo di esistere, e cercare di inculcarlo a chi non si comporta eticamente è il modo migliore per fargli costruire delle barriere mentali che prendono la forma di scuse come "tanto non funziona" oppure "comunque non cambia niente".
Potrebbe suggerire 5 semplici mosse per abbassare l'impatto ambientale vivendo in una grande città?
1 Leggete le etichette: i nomi impronunciabili sono un campanello d'allarme, gli ingredienti semplici solitamente indicano che un prodotto è genuino.
2 Scegliete prodotti locali: molte delle cose che troviamo sugli scaffali dei supermercati hanno percorso migliaia di chilometri per arrivare dove stanno, sono quelli da evitare se vogliamo contribuire ad abbassare il livello di emissioni di carbonio.
3 Coltivate: basta un patio o un balconcino per farsi un piccolissimo orto, la soddisfazione è davvero grande, ed è un messaggio importante per i bambini.
4 Riducete i consumi: limitate l'uso dell'automobile, dell'aria condizionata e del riscaldamento, scegliete elettrodomestici a basso consumo.
5 Non abbiate paura: non pensate di esporvi a critiche o di sentirvi "diversi", sono tante, sempre di più, le persone che stanno provando a vivere in modo più sano ed etico.
Per quanto riguarda la cosmesi ci sono prodotti alternativi che lei usa e da cui trae particolari benefici?
Sul mercato ci sono numerose marche di cosmetici naturali. In Europa è molto più facile trovare prodotti di questo tipo rispetto agli Stati Uniti. Posso dire comunque che l'olio di cocco biologico è un fantastico rimedio per la pelle e come balsamo per i capelli, io lo uso quotidianamente. Ora che arriva l'estate è particolarmente adatto.
Attualmente a cosa sta lavorando?
Sto scrivendo un libro che uscirà in autunno negli Usa, s'intitola "The Non-Toxic Avenger: What you don't know can hurt you", dimostra quante particelle tossiche ci sono nell'ambiente in cui viviamo e quanto siano pervasive. Come sempre propongo metodi scientifici per misurarle e cosa fare per ridurle. Quotidianamente, come sempre, aggiorno il mio blog www.thecrunchychicken.com

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