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Il fascino del gioiello eco

Con il programma myKarat si possono riutilizzare gli ori chiusi nel cassetto per ottenere anelli e orecchini alla moda senza danni all'ambiente

di Giulia De Luca

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Tags: oro, gioiello



Un gesto d'amore. O la necessità di avere qualcosa che dimostri, anche attraverso il suo valore, fino a che punto la persona sia disposta a impegnarsi. L'anello di fidanzamento è visto dalla maggior parte della popolazione mondiale come qualcosa a cui non si può rinunciare e spesso viene tramandato alle novelle spose da nonne e bisnonne, persino dalle trisavole.
Ma l'oro, come le gemme preziose, non nasce sotto forma di gioiello: deve essere estratto, ed è proprio questo procedimento che può causare danni all'ambiente. «Il vero problema è come l'oro viene separato dalla roccia che lo circonda – afferma Matthew White, co-fondatore e portavoce di GreenKarat, società che produce gioielli solo con oro riciclato – i minatori usano il mercurio per rintracciare l'oro a poi lo bruciano, generando vapori tossici che avvelenano loro e si depositano nei corsi d'acqua entrando a contatto anche con il cibo». Non per questo, però, si deve rinunciare all'idea del prezioso gioiello.

Matthew ha avuto l'idea di creare la sua impresa insieme alla moglie circa dieci anni fa, quando, al momento del fidanzamento, nessuno dei due voleva comprare qualcosa la cui produzione danneggiasse il pianeta. «In quel momento non esistevano opzioni ecologiche e quindi decidemmo di sposarci senza anelli». Da allora decisero di tentare la strada dei gioielli ecosostenibili, prodotti con oro riciclato: «I nostri anelli di nozze sono stati i primi che abbiamo creato».


Il concetto fondamentale è il programma myKarat, con il quale chiunque può riutilizzare i vecchi gioielli chiusi nel cassetto, magari con un grande valore affettivo, per ottenere anelli e orecchini che non producono alcun danno all'ambiente, pur conservando il loro originario significato sentimentale. In questo caso l'oro è valutato al 100 per cento del valore di mercato e, se non dovesse essere utilizzato per intero, la società fornisce un buono d'acquisto per il valore in eccedenza.
Oppure si può semplicemente permutare l'oro inutilizzato per ottenere un buono d'acquisto dalla compagnia, con una valutazione all'80 per cento del valore di mercato.
«La parte del programma che ci piace di più è quando un cliente vuole usare dell'oro che ha un grande valore affettivo per lui per fare le sue fedi nuziali – continua Matthew – Incoraggiamo le coppie a recuperare il metallo inutilizzato, che proviene magari da regali di amici o parenti: questo rende gli anelli ancora più speciali».

Secondo i dati del "The Mining, Minerals and Sustainable Development Project (Mmsd)", uno studio sull'estrazione mineraria compiuto dopo due anni di ricerche dall'Istituto Internazionale per l'ambiente e lo sviluppo (Iied), circa l'85 per cento dell'oro mondiale estratto ogni anno è utilizzato per i gioielli. Ad oggi ne è stato estratto abbastanza per i prossimi 50 anni. «Ora è relegato in gioielli vecchi e rotti o nei caveau delle banche, ma se riuscissimo riscattare tutto quest'oro dall'inattività, allora potremmo seriamente ridurre queste estrazioni minerarie così dannose per l'ambiente».

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