Ecologia

«Green restyling» per i simboli degli Usa

Mentre Hollywood progetta gli EcoStudios, l'Empire State Building si concentra sul risparmio energetico

di Roberta Rizzo


Non c'è limite all'ecologic style targato Usa. Sia esso immaginario o reale. È il caso dei mitici Studios di Hollywood che stanno sposando la politica green. Il programma congiunto della MPAA (Motion Picture Association of America), l'organizzazione Usa dei produttori cinematografici e di quelli televisivi (l'Alliance of Motion Picture and Television Producers), ha posto come obiettivo quello di combattere il cambiamento climatico e la riduzione dell'impronta inquinante di Hollywood. E così oggi gli Studios diventano green: hanno ridotto del 63% (40,2 milioni di tonnellate) i propri rifiuti solidi attraverso i processi di riciclo, per evitare che l'immondizia finisca nelle discariche, nonché le emissioni di un importo pari a 7.315 auto eliminate dalla strada. Ma non basta. Anche le case di produzione cinematografiche più celebri scoprono di avere un'anima ecologica.

La Fox ha appena acquistato dei camion ibridi da 4-5 tonnellate per tutti i trasporti della produzione. Le emissioni saranno il 60% inferiori rispetto allo standard dei camion diesel della stessa grandezza. Dalla Walt Disney Picture arriva una nuova figura professionale, lo "Steward Ambientale" che sarà presente su tutti i live-action film per coordinare le migliori pratiche ambientali. Tutti gli imballaggi dei film prodotti dalla casa californiana in DVD e Blu-Ray saranno d'ora in poi riciclabili al 100%. La Warner Bros è andata perfino oltre. Ha da poco completato "Stage 23", il primo edificio ad essere costruito nel mondo dell'entertainment seguendo le linee guida dell'U.S. Green Building Council's LEED. Dotato di efficienti sistemi di illuminazione, con una tecnologia di raffreddamento per garantire il minimo consumo nelle ore di punta, materiali da costruzione sostenibili, vernici non tossiche e senza gas a effetto serra. Progetti che rispondono alle esigenze delle produzioni cinematografiche o televisive, ma che vanno incontro alle moderne conoscenze in ambito di design sostenibile e progettazione edilizia.

Una lezione che a New York è già stata raccolta. Gi edifici residenziali e commerciali della Grande Mela sono infatti la prima fonte di emissione dei gas serra. Per rendere l'aria cittadina più respirabile si è deciso di ripartire da qui. Anzi, da quello che per 50 anni è stato il grattacielo più alto del mondo, indiscussa icona del ventesimo secolo. L'Empire State Building sta per subire un vero e proprio "green restyling". I lavori, in programma fino al 2013, avranno lo scopo di renderlo più efficiente dal punto di vista energetico.
Completato nel 1931, il grattacielo "art deco" è annoverato tra le sette meraviglie del mondo moderno, con i suoi 102 piani. Ha 6.500 finestre e 73 ascensori ed è in grado di ospitare 13mila persone al giorno. Una piccola metropoli in verticale. Una città nella città che consuma molta energia e, soprattutto, inquina notevolmente. L'intero progetto, tra i cui partner c'è anche la Clinton Climate Initiative dell'ex presidente Usa, Bill Clinton, insieme al Rocky Mountain Institute, Jones Lang LaSalle, Johnson Controls Inc., guidati dal proprietario Wein & Malkin, si prefigge il taglio di più di un terzo del consumo di energia dell'edificio con un risparmio annuo di oltre 4 milioni di dollari e una riduzione delle emissioni di CO2 di 7mila tonnellate l'anno. Il costo dell'operazione è colossale: 500 milioni di dollari.

Per il sindaco della Grande Mela, Michael Bloomberg, la ristrutturazione trasformerà l'Empire in un vero e proprio monumento ecologico. L'obiettivo è di arrivare, entro il 2013, a ridurre del 38% i consumi dell'edificio attraverso una vera e propria riqualificazione e ottimizzazione energetica. Si interverrà sull'isolamento termico di pareti e finestre: prevista la sostituzione di 6.500 serramenti dotati di vetri a tripla camera d'aria che porterà a un miglioramento generale dell'isolamento termico, impedendo dispersioni di calore e permettendo un risparmio per il riscaldamento invernale e il condizionamento estivo. Verranno installate lampadine a basso consumo e sensori che sfruttano l'energia solare e un sistema di monitoraggio elettronico per il controllo dei consumi effettivi. Il restyling ha raccolto da subito il plauso del presidente Obama, ma l'Empire State Building è solo la punta di un iceberg: secondo il Dipartimento dell'Energia Usa, infatti, circa il 75% dei 4,64 milioni di edifici negli Stati Uniti hanno più di 20 anni e non sono stati costruiti per conservare energia. Dal canto suo l'ottuagenario Empire mira a segnare un nuovo record: elevarsi a modello per i vecchi grattacieli e conquistare la Stella di platino, il massimo riconoscimento del Ministero dell'ambiente per gli edifici verdi.

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