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CHARITY e HI-TECHNuova versione per il laptop del Terzo MondoDestinato ai bambini utilizzerà la tecnologia touch screen e può essere utilizzato come gioco ma anche come libro da sfogliare di Cristiana Raffa |
Tags: Yves Béhar, San Francisco, XO, Massachussetts Institute of Technology, Nicholas Negroponte, Steve Jobs, Apple
Nel 2007 Yves Béhar e il suo studio creativo Fuseproject, a San Francisco, disegnavano XO, un computer super economico da 100$. Fortemente voluto dal celebre informatico del Massachussetts Institute of Technology, Nicholas Negroponte che fondò a questo scopo One Laptop Per Child (OLPC, organizzazione no profit). Il progetto aveva l'ambizione di portare l'accesso alla conoscenza, e a forme moderne di educazione, ai bambini dei paesi in via di sviluppo. Ne sono stati distribuiti 2mila, acquistati dai governi di Paraguay, Rwanda, Afghanistan e Mongolia. Ha vinto importanti premi per il design innovativo. In questi giorni lo studio Fuseproject ha presentato a Londra, in occasione del Design Fesitval, la sua versione più evoluta: XOXO, confermando che andrà in produzione nel 2010. Il nuovo progetto è stato migliorato anche tenendo presente il feedback degli utenti della prima versione, i bambini hanno chiesto maggiori possibilità di condivisione e personalizzazione. "Con XO (1.0) avevamo creato il miglior prodotto che potevamo mantenendo un prezzo bassissimo, siamo stati attenti all'ambiente (bandendo i metalli pesanti e abbassando al minimo l'uso di energia elettrica, con la possibilità di alimentazione manuale) e abbiamo pensato a un design dall'approccio umano. Con XOXO (2.0) sfidiamo le possibilità che si hanno, grazie ad un computer, di essere al massimo collaborativi e creativi. Una vera svolta nella composizione della tastiera e nel layout, un nuovo modo di interagire e giocare con i dati e le informazioni", così ne parla Béhar. Effettivamente il computer ha la particolarità di non avere una vera tastiera, ma una tecnologia touch screen che può simulare una tastiera all'occorrenza e i due schermi da cui è composto, se aperto a 180', possono diventare un unico schermo più grande. Può essere usato in modi diversi, come una piattaforma di gioco a due (uno contro uno) o come un libro aperto da sfogliare. È child-friendly, morbido al tatto e trasportabile come una valigetta. Ha mantenuto i colori del primo esemplare, verde e bianco, ma è diventato più sottile e leggero.
Inizialmente il sistema operativo usato fu Linux (o meglio Sugar, una sua versione modificata), poi arrivò una proposta da Steve Jobs per una collaborazione con Apple, rifiutata preferendo l'open source, e successivamente un inaspettato accordo con Microsoft per l'utilizzo di Windows XP (al prezzo di 3$ per notebook). Non mancarono le polemiche per il prezzo, che fu alzato, poi di nuovo abbassato, poi ci fu la campagna per regalare un laptop a un bambino del Terzo Mondo per ogni laptop venduto nel Primo Mondo, fu riesumato virtualmente anche John Lennon in uno spot promozionale "Give a laptop. Change the world" (visibile su YouTube). Poi l'anno scorso la crisi colpì anche l'OLPC e Negroponte annunciò dolorosi tagli al personale.
Nel frattempo i progetti per i computer a basso costo si sono moltiplicati rendendo il mercato concorrenziale, e ponendo in contrapposizione profitto e solidarietà. Vedremo quale sarà la sorte del nuovo XOXO, Negroponte resta combattivo, ribadisce la natura esclusivamente no profit di OLPC e ha dichiarato che dedicherà al progetto gli ultimi anni della sua vita. Ha annunciato ulteriori riduzioni del prezzo confidando nei punti di forza della sua invenzione, cioè bassi consumi, resistenza, connettività wireless e poche semplici funzioni di base, pensate apposta per neofiti. L'obiettivo è sempre lo stesso: permettere ai paesi più poveri di affrancarsi dal divario tecnologico e innescare circoli virtuosi in ambito formativo ed economico. Perché portare un computer dove manca persino l'acqua potabile può sembrare paradossale, ma ha un senso.
www.laptop.org
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