|
| ![]() |
WORLD AIDS DAYCornelia Bamert:«La mia capsule collection contro l'Hiv» Dalla collaborazione tra Redesign The World e Lila, jeans e borse limited edition per la prossima primavera di Marta Casadei |
Tags: jeans, Cornelia Bamert
«Nel preparare la collezione di jeans per la primavera-estate 2010 volevo dare al modello un tocco estroso, senza esagerare. Così ho attorcigliato uno dei passanti: ho subito pensato di aver già visto quella forma. Poi ho messo a fuoco e ho capito». Cornelia Bamert, mente creativa del brand etico Redesign The World (nato nel 2008), si è trovata faccia a faccia con il "ribbon", il simbolo per eccellenza della lotta all'Aids, quasi per caso. E ha pensato che fosse un segno del destino. In quel momento è nata la linea RE-Inform che verrà commercializzata la prossima primavera, in partnership con Lila. Il 12% del ricavato dalle vendite dei modelli – jeans e borse in tessuto d'ortica e pelle di pesce rossa conciata ecologicamente – andrà infatti alla Lega italiana per la lotta all'Aids.
Dal 1° dicembre, per dodici giorni, sarà possibile prenotare online i capi in edizione limitata: 200 jeans e 100 bags. «È una lista d'attesa che fa un po' Birkin – dice ridendo la stilista elvetica – ma ci permette di evitare sprechi nella produzione e diminuire l'impatto ambientale. E poi volevamo onorare questa data, la giornata mondiale per la lotta all'Hiv, con un'iniziativa su larga scala». Anche se, ci tiene a precisare la Bamert: «Il mio è un progetto a lungo termine».
Borse, jeans: qual è il messaggio di questa capsule collection?
Quello di informare le persone che amano la moda e la indossano riguardo a un tema rilevante come l'Aids. Il nostro messaggio, però, è ottimista. Dice che si può vivere senza emarginare chi è sieropositivo, che bisogna essere solidali, lottare per l'integrazione. Non volevo rispolverare il terrorismo psicologico di alcune campagne del passato.. Il jeans poi è un capo passepartout che raggiunge un target variegato, quindi spero che il messaggio colpisca nel segno.
Come è nata la partnership con Lila?
Quando, creando la linea di jeans, mi si è parato davanti il ribbon, ho pensato a un progetto ancora più etico di quanto potesse essere creare una collezione con tessuti ecologici e riciclati. Ho scelto la Lila per il loro impegno sociale volto all'integrazione.
Avete in mente altri progetti insieme?
Vorrei che questa fosse un'iniziativa a lungo termine, non una mossa pubblicitaria per la Giornata mondiale per la lotta all'Aids. E su questo punto, con la Lila, ci troviamo in sincera sintonia. Un progetto del genere, se non continua nel tempo, non è credibile.
Con Redesign the World, cerca di proporre un approccio nuovo a partire dal suo lavoro quotidiano: la scelta dei materiali, ad esempio. È questa la nuova frontiera del fashion?
Per me è una naturale vocazione: ho studiato Etnologia, ho lavorato nella moda (con Marras, Cavalli, ndr) e ho viaggiato, zaino in spalla, in giro per il mondo. Volevo coniugare tutto questo e con Redesign the World spero di farlo giorno dopo giorno. La moda etica, però, deve essere considerata come una cosa seria e non come una tendenza. È un concetto che interessa la produzione, non la destinazione di una percentuale a qualche associazione. Sarebbe una grande sfida per la moda adeguarsi a determinati parametri e, le dirò di più, alle grandi aziende costerebbe mezzo dollaro in più a capo..una cifra davvero irrisoria.
www.redesigntheworld.eu
www.worldaidsday.org
pagina 1 di 1
|
||
| gallery | blog | |
| archivio notizie | archivio speciali | |
| titoli | tags | |
|
||
| Yoox | MyPrestigium | |
![]() |
Gala a New York per il premio amFar a Roberto Cavalli
|
| |
| |
