ecologia in città

New York, spuntano fiori sulle vecchie rotaie della Highline

Abbandonata da decenni, è stata trasformata in un parco pubblico

di Cristiana Raffa

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Tags: New York, David Bowie, arte, hotel, Parigi



Dai divi di Hollywood con passioni ecologiste alle first lady col pollice verde, dalle battaglie stravaganti per la difesa dell'ambiente agli orti biologici casalinghi, l'attitudine eco sta caratterizzando l'inizio di questo millennio. Che si tratti di moda o impegno consapevole non è troppo importante. Alla fine ciò che conta è il risultato: sensibilizzare e far bene alla Terra. Così accade che ogni posto diventi buono per far crescere un po' di verde, con la vegetazione spontanea (o meno) che si insinua su tetti, cubature di cemento e pareti verticali nelle città di tutto il mondo.
A New York è stato appena inaugurato un parco lungo e stretto, sospeso in uno spicchio di cielo nel West Side di Manhattan. Era una ferrovia costruita negli anni '30: per mezzo secolo i treni ne hanno consumato le rotaie che corrono dalla trentacinquesima in giù per 22 isolati, portando merci e pendolari. Quando il sindaco Rudolph Giuliani decise di demolirla si formarono dei comitati di cittadini intenzionati a proteggerla, intuendo il potenziale di una infrastruttura industriale riconvertibile. Ma solo quando i fondatori dell'associazione Friends of the High Line, Robert Hammond e Joshua David, si recarono sul posto e lo trovarono invaso da una giungla urbana spontanea, pensarono di trasformarlo in un parco pubblico.

Due miglia di erba, muschio, alberelli e cespugli l'hanno reso lo spazio verde più chiacchierato della Grande Mela e in molti se ne sono innamorati. A convincere l'attuale sindaco Michael Bloomberg sulla riqualificazione e sul conseguente necessario stanziamento di fondi hanno concorso anche celebrities come Edward Norton, Glenn Close, Kevin Bacon e Diane von Furstenberg. David Bowie, per sostenere la causa, ha curato due anni fa l'organizzazione dell'High Line Festival con musica live e mostre d'arte.
Il progetto, dal costo di 170 milioni di dollari, è stato affidato all'architetto di paesaggi olandese Piet Oudolf e allo studio locale Diller Scofidio + Renfro, dopo una gara con decine di partecipanti. Le idee più belle sono state raccolte nel libro "Designing the High Line", curato dall'associazione e disponibile su Amazon. Ogni tre isolati c'è un ascensore in vetro che conduce alla sopraelevazione, tra panchine, piazzole e un'installazione d'arte permanente in prossimità del Chelsea Market Building. E la vista è mozzafiato sul tratto di Hudson che divide l'isola dal New Jersey.

L'obiettivo è creare uno spazio pubblico che sia una macchia di vegetazione fluttuante e viva che invada gli spazi tra i grattacieli (e dentro i grattacieli: l'hotel Standard è letteralmente attraversato dalla ferrovia). Sono numerosi nel mondo gli esempi di altri giardini "segreti" nati dalle ceneri di vecchie vie di trasporto industriale: la Promenade Platee a Parigi, nel dodicesimo arrondissement, lunga 4,5 km; o il bellissimo Bridge of Flowers, in prossimità delle cascate Shelburne in Massachusetts, che ospita oltre 500 varietà di fiori, viti, arbusti, sempre fiorito, dai tulipani in aprile fino ai crisantemi a ottobre.
Comitati di riappropriazione del verde urbano e riqualificazioni sostenibili stanno spuntando ovunque un albero possa prendere il posto del ferro e del cemento. Per chi crede nella rivincita del ragazzo della via Gluck.

www.thehighline.org

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