|
| ![]() |
Speciale Earth Day 2009Cacao Resorts, nelle Filippine cinque stelle a impatto zeroIntervista con Joel Cere, il Ceo della nuova catena che reinveste in sostenibilità il 100% dei profitti di Chiara Beghelli |
Tags: lusso, Filippine, Unesco, Cacao Resorts, resort, ambiente, Belize, eco-resort, Spa, hotel, Onu, Greenpeace
«Il vecchio lusso è accumulare beni a prescindere dal loro valore, per ricompensare noi stessi che viviamo in una specie di gabbia fatta da brand e status. Il nuovo lusso è essere. È far derivare la propria felicità dall'essere se stessi, in accordo con la natura e con gli altri, senza sentire le pressioni del conformismo. La gente felice si preoccupa dell'ambiente in cui vive e vuole dedicargli tempo». Parole da filosofo, più che da esperto di marketing, quelle di Joel Cere, 37 anni, francese e con un passato da vice presidente della società NetComs di Hill & Knowlton. Oggi Joel è il Ceo di Cacao Resorts, una nuova catena di eco-resort di lusso che sta per inaugurare la sua prima location nell'isola di Palawan, nelle Filippine: Cacao Pearl, 50 ettari con 60 ville in mezzo a foreste di palme da cocco e a due passi da siti protetti dall'Unesco, la riserva marina di Tubbataha e il parco fluviale di Puerto Princesa.
Per realizzarla, il gruppo di Cacao Resorts - composto fra gli altri da ex manager della Bbc, avvocati e pr stufi della vecchia vita nel caos occidentale - ha chiamato un art director di Hollywood, Antonio Calvo, che ha disegnato le ville dopo aver lavorato sul set di film come "Orgoglio e Pregiudizio" e "Alexander".
Ma non si tratta della solita catena di eco-resort: la visione di Cacao, infatti, è ancora più estrema, visto che il 100% dei loro profitti sarà devoluto a una fondazione no profit, inaugurata proprio con questo scopo, che si occuperà di reinvestirli in microcredito, formazione per le popolazioni locali e protezione dell'ambiente.
Cere, come può essere che il 100 per cento dei profitti di un'azienda sia destinato a una no profit?
A Palawan vivono alcune centinaia di persone della comunità locale che coinvolgiamo nel resort come personale di servizio, per il trasporto e la sorveglianza. Usiamo prodotti locali per i nostri ristoranti. E c'è anche un gruppo di 100 persone che consultiamo per tutti gli aspetti ambientali dei nostri piani di sviluppo. I profitti che vanno alla fondazione sostengono la riserva marina locale, ma anche progetti di istruzione e di microcredito. E noi crediamo che dare la possibilità di lavorare in una riserva marina riesca a formare una sensibilità verso l'ambiente più che qualsiasi tipo di indottrinamento o brochure.
Da dove verranno i profitti da reinvestire?
Stiamo vendendo le 60 ville del resort (i prezzi vanno da 160 a 200mila euro, n.d.r.), ma non a chiunque, solo a persone che mostrino un'attenzione seria per l'ambiente. I proprietari, se vogliono, possono a loro volta vendere o affittare, secondo certe condizioni. Per profitti intendiamo i ricavi al netto delle spese e delle tasse che ovviamente ci sono in ogni realtà "profit".
Avete costruito le ville vicino a due siti Unesco, sarà stato difficile ottenere le licenze…
Sì, i nostri colloqui con il governo filippino sono stati molto complessi, e abbiamo dovuto garantire dei rigidi standard di sostenibilità per poter realizzare Cacao Pearl. Abbiamo costruito con metodi e materiali sostenibili, abbiamo pratiche di management etico del personale e il 100% della nostra energia viene da fonti rinnovabili.
Dopo le Filippine, estenderete il vostro modello anche in altri paesi?
Siamo in contatto con il governo del Belize per un progetto a Cayo, nell'ovest del paese, vicino a un importante sito Maya, Caracol. Ma stiamo valutando anche il Nord America e lanceremo un'altra isola in Asia nel corso del 2009.
Va detto che spesso gli eco-resort hanno un aspetto abbastanza ruvido e non brillano per il confort. Come può conciliarsi questo con un'esperienza di lusso?
Questa è una delle ragioni per cui abbiamo scelto di fondare Cacao Resorts. Abbiamo commissionato una ricerca sui viaggiatori "high spender" in Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada, e ne è risultato che gli eco-resort avevano bisogno di migliorarsi, in termini di design, qualità e varietà del cibo, confort. I Cacao Resorts daranno ai loro ospiti un servizio di concierge personale, ristoranti biologici, una Spa, infinity pools, una stanza-cinema e accessi wireless.
Secondo lei a che cosa un viaggiatore "di lusso" non può rinunciare?
Alla bellezza. Nella natura, nella gente. Il viaggiatore di lusso è un esteta.
E' possibile che arriverà il giorno in cui l'hotellerie supererà l'Onu o Greenpeace nella tutela dell'ambiente?
Molti viaggiatori scelgono un hotel o un resort per la loro collocazione nella natura. Ma se questa natura è compromessa, vengono meno le ragioni per scegliere un luogo piuttosto che un altro. Gli hotel se ne stanno accorgendo, e per questo investono sempre più nella tutela dell'ambiente. Sarebbe bellissimo che diversi hotel o resort si impegnassero per la difesa di un'area comune. L'attività dell'Onu e di Greenpeace è ottima, ma è chiaro che se le comunità locali hanno una motivazione economica per proteggere l'ambiente, lo faranno più volentieri.
E dopo l'ecologia, cosa caratterizzerà i viaggi di lusso?
Lo spazio. Già sta accadendo. E i viaggi fra le stelle avranno ancora più successo se continueremo a danneggiare il nostro pianeta.
Il sito di Cacao Resorts
pagina 1 di 1
|
||
| gallery | blog | |
| archivio notizie | archivio speciali | |
| titoli | tags | |
|
||
| Yoox | MyPrestigium | |
![]() |
Gala a New York per il premio amFar a Roberto Cavalli
|
| |
| |
