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In scenaA Roma l'opera ecologista di Peter GreenawayCon "The Blue Planet" il regista e Goran Bregovic lanciano l'allarme ambientale di Simona Spaventa |
Tags: Peter Greenaway, Goran Bregovic, Roma
Un oratorio multimediale che prefigura un nuovo Diluvio Universale, un requiem laico sulla Terra assediata dall'emergenza ambientale. Lo spirito visionario di Peter Greenaway si mette al servizio della denuncia ecologista in "The Blue Planet", l'opera scritta insieme alla moglie Saskia Boddeke che è un viaggio immaginifico verso la fine del mondo sulle travolgenti note di sapore balcanico composte da Goran Bregovic. Dopo l'anteprima di fine agosto all'ExpoAqua di Saragozza, lo spettacolo arriva in prima mondiale dal 30 gennaio all'8 febbraio a Roma, al Teatro Nazionale, nel cartellone dell'Opera che lo produce e che già ha scandalizzato parte del pubblico e della critica con la discussa Aida di Bob Wilson. E anche qui, di certo, ci sarà da discutere.
Per i nudi in scena, con i due ballerini-attori in costume adamitico a muoversi sul palco davanti a un grande schermo dove scorrono video di animali, fondali marini, nuvole in corsa. Oppure immersi nella grande piscina che il regista inglese, che è anche pittore e autore di installazioni dove l'acqua ha sempre avuto una valenza forte, ha fatto montare sul palco. Perché se una salvezza ci sarà per l'umanità, questa salvezza verrà dall'acqua. Prima, però, sarà il diluvio: sulla scorta della Genesi biblica, Greenaway si è inventato una parabola multimediale che ha per protagonisti Giovanna d'Arco, Noè e perfino Dio. Saranno loro a parlare e interagire con gli attori dai tre maxischermi che incombono sulla scena, finestre del mondo virtuale di Second Life. Sotto forma di avatar, ma doppi di attori in carne e ossa: Moni Ovadia è un Noè vecchio, stupido e ubriacone, preoccupato solo di salvarsi la pelle, Helga Davis è sua moglie Giovanna d'Arco, madre degli ultimi esseri umani rimasti sulla terra. Ma la fantasia di Greenaway non si ferma qui. In scena, seduto sulla sua poltrona, c'è perfino Dio: è l'avatar dell'attrice Maria Pilar Pérez Aspa, un Dio dai tratti femminei, bellissimo angelo dagli occhi pieni di speranza.
Teatro dell'Opera di Roma
"The Blue planet" - regia di Peter Greenaway, musiche di Goran Bregovic
dal 30 gennaio all'8 febbraio
www.operaroma.it
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