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L'anima verde di Indiana Jones

Dirige una Ong, Harvard l'ha premiato e ora due insetti portano il suo nome. E' Harrison Ford, eroe (anche) nell'ecologia

di Chiara Beghelli


Una formica e un ragno con ben otto occhi. Altro che stelle lungo la Walk of Fame di Hollywood. Sono questi due insetti tropicali, chiamati rispettivamente Pheidole Harrisonfordi e Calponia Harrisonfordi, ad aver coronato il successo di Harrison Ford, che pur non avendo mai stretto un Oscar in mano, ha ricevuto uno dei riconoscimenti più preziosi come ambientalista: veder conferito il proprio nome a due animali appena scoperti, proprio come i naturalisti dell'Ottocento.
Da quando negli anni 90 è andato a vivere in un ranch a Jackson, Wyoming, a due passi dal parco di Yellowstone, destinandone una parte a riserva naturale, Harrison Ford ha iniziato un percorso che l'ha portato ad essere uno dei più appassionati e impegnati ecologisti dello star system.
E non si tratta solo di fare donazioni una tantum o di prestare la faccia a varie campagne di sensibilizzazione: Ford è uno dei vicepresidenti di Conservation International, Ong da 100 milioni di dollari (dati 2006) attiva in tutti i campi dell'ambientalismo, dalla protezione della biodiversità alla tutela delle comunità locali, finanziata da Washington ma anche da molte delle corporation tradizionalmente poco amate dagli ambientalisti (McDonald's in testa). Nelle riunioni di C.i. Ford siede accanto a "colleghi" come il co-fondatore di Intel Gordon Moore, la regina Noor di Giordania e l'ex Ceo di Starbucks Orin Smith, e per promuovere la causa ecologista ha anche recitato in un video in cui si fa depilare il petto contro la deforestazione. Premi a parte (ma si devono citare almeno lo Jules Verne Spirit of Nature Award e il Global Environmental Citizen Award della Scuola di Medicina di Harvard), Harrison Ford è anche intervenuto al Senato e a New York, all'inizio di giugno, ha partecipato a una manifestazione per la tutela della tigre asiatica, affiancato da colleghi come Bo Derek e Robert Duvall ma anche da dirigenti della Banca Mondiale. E a chi gli rinfaccia di possedere ben quattro piccoli aerei privati, risponde che li usa anche per monitorare il fiume Hudson, come membro dell'organizzazione Riverkeeper contro l'inquinamento delle acque. Come se non bastasse, nel 2004 Ford è diventato anche membro onorario di un programma del governo per far provare a bambini disabili l'emozione del volo.
Ma nella sua vita pubblica da ambientalista Harrison Ford appare piuttosto solo. La sua compagna Calista Flockhart, timida ma di solito molto presente sul red carpet, preferisce rimanere nell'ombra quando si parla di Amazzonia e pesci rari, facendo saltare il progetto di una coppia eco ed ethical friendly alternativa a Brad-Angelina. Ma è solo una questione di apparenza. Ford, d'altra parte, è noto per la sua riservatezza. In pochi sanno, per esempio, che è stato proprio lui a doppiare il docu-film «Dalai Lama Renaissance», presentato all'ultimo Sundance, pellicola in cui 14 personalità della cultura statunitense fanno un viaggio in Asia e incontrano il capo spirituale del Buddhismo per discutere dei problemi del mondo. E Brad Pitt, a Lhasa, ci era andato soltanto per recitare «Sette anni in Tibet».

www.conservation.org

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