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mostreNapoli, arte ed economia insieme per "il bene comune"Al Palazzo delle Arti anche i centesimi di euro raccolgono i desideri della città di Raffaella Malaguti |
Le api colonizzeranno il Palazzo delle Arti di Napoli perché "da qualche parte fiorisce sempre qualcosa". A sperarlo è il duo artistico Finger che, per invogliare le api sopravvissute alla moria mondiale a fare il miele al Pan, hanno installato due alveari nel sottotetto del museo. A Francoforte è successo davvero e adesso gli artisti gestiscono uno spazio per la produzione e la vendita del miele. La "dolcissima" società sostenibile proposta dai Finger è solo uno dei percorsi suggeriti dalla mostra "L'impresa dell'arte" (fino al 30 giugno) che indaga, attraverso le opere di diciassette artisti internazionali il rapporto tra arte ed economia e che inaugura un ciclo tematico dedicato a "Il bene comune" curato da Julia Draganovic, nuova direttrice artistica. Così se Claude Closky estetizza gli indici di Borsa trasformandoli in decorazioni (ha anche creato una carta da parati con l'indice Nasdaq); Guy Ben-Ner propone un video surreale in cui abita con la sua famiglia nelle "stanze" di un negozio Ikea. Shu Lea Cheang tramuta sei piantine d'aglio in una metafora del mercato dell'arte, con tanto di finte banconote milleaglio da usare per aggiudicarsene una all‘asta, mentre Christian Jankowski perde al casinò i soldi degli sponsor del suo catalogo nel tentativo di raddoppiarli ed è costretto a stampare i loro loghi usando una patata.
E ancor Yevgeniy Fiks presenta un' opera composta dalle lettere di risposta delle multinazionali a cui ha donato un libro di Lenin. Pezzo forte della mostra è il progetto "Centesimo Avanzato" dell'artista tedesca Susanne Bosch. Dopo aver donato i propri centesimi dimenticati in tasche e borsette, si può scrivere in un'apposita cartolina un desiderio per il bene di Napoli. Al termine di otto settimane di raccolta, una giuria composta da scolari napoletani tra gli 8 e i 15 anni sceglierà una proposta realizzabile con i soldi raccolti. Nelle prime tre settimane sono stati già catalogati un centinaio di desideri e diversi chili di centesimi. «Molti dei desideri che ci sono arrivati fino ad ora riguardano la spazzatura, ma c'è anche chi chiede di fare una mostra al Pan - racconta Draganovic - Qualcuno ha persino incollato alla cartolina una bambola con un centesimo attaccato ad una scarpina». Un anonimo visitatore ha optato per un paradosso: «Il mio sogno è che al posto del Pan ci sia un inceneritore di spazzatura ben fatto e funzionante».
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Come Elisabetta II divenne arte contemporanea
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