DESIGN

La nuova generazione di designer punta sull'ecologia

Dal Salone Satellite 2008 le ultime novità eco-compatibili

di Marta Casadei





Lampadari in carta di riso, biciclette di legno e un progetto dedicato interamente all'acqua. La vetrina sulla creatività di ultima generazione offerta dal Salone Satellite di Milano non lascia spazio a grossi dubbi: il design eco sostenibile si sta affermando come tendenza dominante, soprattutto tra i giovanissimi. Che, indipendentemente da lingua e nazionalità, amano sperimentare forme e materiali diversi ma con un occhio di riguardo rivolto all'ambiente che ci circonda. E l'altro a guardare, inevitabilmente, il futuro.
Dietro la sigla ODCD si nasconde un terzetto di università del profondo Oriente: la Kookmin University di Seul, la Musashino Art University di Tokyo e la Tsinghua University di Pechino. Gli studenti del programma Oriental Domestic Culture and Design, durante la settimana del Salone meneghino, hanno presentato un progetto che mira al risparmio di una delle nostre risorse più preziose: l'oro blu. Il tema è semplice: l'acqua e il rubinetto. Lo scopo è quello di diffondere un nuovo tipo di consapevolezza, per evitare gli sprechi, e indicare una nuova direzione da seguire. Ne sono nati oggetti di ultimissima generazione, con derive quasi futuristiche: Pocketta, il rubinetto portatile realizzato con materiali riciclabili; Captap il rubinetto attaccato al collo di una bottiglia (per obbligarsi a usare una quantità limitata di acqua);Water Garden, un gruppo di rubinetti a forma di fiore pensato per gli spazi pubblici. E queste sono solo alcune delle trovate, utili e originali, che l'ODCD ha presentato al Salone 2008.

Dall'Estremo Oriente all'Andalusia, cuore della Spagna del sud. Quattro giovani designer del Cemer – centro che studia tecniche innovative per impiegare il legno nel settore dell'arredamento – utilizzando proprio questo materiale, tradizionalmente considerato "povero", hanno realizzato delle biciclette eco-compatibili. Con la loro struttura semplice e le ultime tecnologie intergrate, permettono di muoversi in città senza inquinare e danneggiare l'ambiente. E, una volta "rottamate", possono essere riciclate. Il Cemer è il più importante centro di ricerca sul design dell'Andalusia: tra i prodotti realizzati dai suoi collaboratori ci sono i "mobili intelligenti" in legno e anche i primi giocattoli dell'Infanta Leonor, figlia dei principi di Spagna.
Il giovane designer giapponese Shige Hasegawa, invece, con la sua collezione di lampade e lampadari Sakura (che significa fiore di ciliegio, il fiore nazionale giapponese), propone un connubio tra tradizione e modernità. All'insegna dell'eco-materiale per eccellenza: la carta. Leggera, elegante e, soprattutto, riciclabile. Gli oggetti di Hasegawa ricordano i rami dei ciliegi, colmi di fiori: sono luci bianche ornate da petali di carta di riso impalpabili, lavorati con tanta maestria da sembrare preziosi pizzi. La tecnica di realizzazione riprende un antichissimo metodo di lavorazione della carta. Si chiama Washi e, originariamente inventato nella città di Mino, è diffuso nel Sol Levante da oltre milletrecento anni. Ed è proprio nel voler riattualizzare la saggezza millenaria del proprio paese che si concentrano la bravura e l'intuitività di questo esponente della nuova generazione di designer. Che crea con poco, non punta a stupire a tutti i costi e, nonostante non dimentichi la tradizione, pensa al futuro. A come tutelarlo, perché no, anche attraverso il design.

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