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Perfino gli adolescenti con l'iPod fanno birdwatching, racconta l'autore di saggi di storia naturale Scott Weidensaul nel suo nuovo libro "Of a Feather: A Brief History of Birdwatching". Un hobby diventato talmente popolare che i termini listers o twitchers, usati gergalmente per definire gli appassionati del genere, ormai, dice Weidensaul, sono diventati quasi di tendenza. Ancora più numerosi, però, sono quelli che perseguono una forma di ornitofilia più sedentaria. Negli Stati Uniti ci sono circa 60 milioni di persone che danno da mangiare agli uccelli nel giardino di casa, dice David Horn, professore associato di biologia all'Università Millikin, nell'Illinois, e principale ricercatore del progetto Wildbird, un raro caso di studio su larga scala sulle abitudini alimentari degli uccelli autoctoni. Tutta questa popolarità ha attirato l'attenzione del mondo del design. L'Eva Solo, un'azienda danese, offre una serie di strumenti per ornitofili in acciaio cromato e vetro soffiato, che spiccano per il look moderno e immacolato. Tanto che basterebbe un'unica deiezione aviaria per offuscare il loro luccicore. Perché gli uccelli, pur essendo fra le più belle creazioni della natura, sono creature sporche. Non soltanto spargono indiscriminatamente in giro i loro escrementi (anche se sono un potente fertilizzante, quindi i giardinieri dovrebbero esserne grati) ma snobbano imperiosamente qualsiasi seme non vada loro a genio, come ingioiellati banchettatori medievali.
Gli uccelli sono schizzinosi a tavola, dice John Hadidian, direttore dei programmi sulla fauna urbana per la Humane Society (una grande associazione animalista americana): «Il tipico mangime per uccelli che si trova nei grandi supermercati ha un mucchio di semi scadenti dentro, miglio di scarsa qualità o altri semi messi per fare peso, che gli uccelli snobbano. Noi diciamo alla gente di spendere qualcosa in più, perché è meglio per gli uccelli e sul lungo periodo è anche un risparmio». E nonostante il loro bell'aspetto, gli uccelli sono indifferenti all'estetica. Il catalogo dell'Eva Solo potrebbe essere venduto come un «piacere sublime» per «uccelli decadenti», ma ai pennuti in realtà non potrebbe importargliene di meno. Dare da mangiare agli uccelli è una cosa che fa piacere principalmente agli esseri umani. Come dice Horn: è un modo per «avere un rapporto ravvicinato con la natura di cui sentiamo la mancanza nel frenetico tran tran della nostra vita». È dunque abbastanza giustificabile scegliere una mangiatoia per uccelli in base al suo aspetto e al tipo di uccelli che vi piacerebbe vedere nel giardino. «Le mangiatoie cilindriche - spiega Horn - attirano i piccoli passeriformi, come ad esempio, in Inghilterra, le cince e i passeri», e i colibrì negli Stati Uniti. «Le mangiatoie a casetta attirano uccelli di taglia media», come i cardinali; «le mangiatoie a piattaforma attirano le specie più grandi», piccioni inclusi.
La frutta è apprezzatissima dagli uccelli in estate, e in questo caso serve un altro tipo di mangiatoia. E sono di nuovo i danesi a tirar fuori la carta vincente, il Menu Feeder String, un oggetto che assomiglia a qualche arcano amuleto new age, composto da una cordicella appesa a un ramo d'albero con due pesi conici di vetro smerigliato attaccati a ognuna delle due estremità e mele e arance infilate dentro. Fra le altre recenti innovazioni figurano ingegnosi diaframmi fatti per impedire che la vostra mangiatoia per uccelli diventi una mangiatoia per scoiattoli: i molesti animaletti pelosi «si arrampicheranno su e giù lungo i paletti delle mangiatoie, si lanceranno addirittura in picchiata dall'alto», avvisa l'azienda Wild Bird Centre. Anche la Humane Society consiglia di sostituire le mangiatoie in legno di una volta con congegni fatti con plastica riciclata, plexiglass o alluminio: sono facili da lavare, e questo aiuta a prevenire la diffusione di malattie aviarie. Ma per mangiatoie più sofisticate bisognerà aspettare il progresso della tecnica. Pur essendo un passatempo popolarissimo, la ricerca accademica dedica poca attenzione alla materia: lo studio di Horn è uno dei pochi. E gli esseri umani mettono un tale impegno a distruggere gli habitat degli uccelli che fra un po' di tempo certe specie potrebbero non essere più in circolazione per chi voglia studiarle. Perfino il passero comune è minacciato. Una sorta di cittadino purosangue, il passero è una delle poche specie, dice Hadidian, capace di «sopravvivere nei nuclei industriali e nel cuore dei centri urbani». Ma nonostante questo, in Gran Bretagna il numero di passeri in circolazione è precipitato da 12 milioni circa a 5 milioni nell'ultimo quarto di secolo. Il motivo esatto di questa decrescita della popolazione rimane un mistero, ma secondo la Royal Society for the Protection of Birds (Rspb) ha certamente a che fare con l'attività umana: dall'igienizzazione eccessiva dell'agricoltura moderna – dove non si può lasciare in giro nemmeno un pugnetto di semi – all'ondata di ristrutturazioni edilizie che tappano le cavità delle abitazioni che i passeri prediligono come dimora.
L'usanza di dare da mangiare agli uccelli nel giardino di casa può anche aiutare alcune specie a rischio a sopravvivere. «Un tempo il cibo che dava la gente era semplicemente un'aggiunta per gli uccelli», dice Val Osborne, della Rspb, «ma ora, specialmente nella stagione fredda, può essere importantissimo per garantire agli uccelli una fonte di cibo regolare per tutto l'anno». Negli Stati Uniti, sostengono alcuni ornitologi, la diffusione generalizzata di questa usanza ha addirittura consentito ad alcune specie, come il colibrì, di estendere il proprio areale. Si può dare una mano anche comprando mangiatoie, come quelle della National Geographic Home Collection, i cui proventi sono destinati alla protezione dell'ambiente e alla ricerca. Ma gran parte del sostegno lo offrirete in modo diretto ai passerotti, alle cince o ai picchi che cominceranno a venire regolarmente a farvi visita. Per gli esseri umani, dare da mangiare agli uccelli può essere un incantevole passatempo, ma per gli uccelli si tratta di lotta per la sopravvivenza e viaggiare fino a una mangiatoia e trovarla vuota, dice Osborne, significa «energia sprecata». Per attirare gli uccelli la prima volta è bene offrire una vaschetta piena d'acqua accanto al cibo. «Anche in inverno, gli uccelli adorano farsi il bagno, perché favorisce la conservazione del piumaggio», dice Osborne. Anche piantare qualche pianta autoctona farà aumentare il numero dei visitatori. Osborne suggerisce di ricoprire di semi un pezzo di giardino: a voi magari sembrerà brutto, ma gli uccelli saranno felicissimi. Bisognerebbe anche fornire copertura in abbondanza nei pressi della mangiatoia: un cespuglio di pyracantha sicuramente attirerà entusiasti difensori della sua ricca provvista di bacche invernali.
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Traduzione di Fabio Galimberti
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