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Conoscere da vicino il mondo con l'ecoturismo

Dalla Thailandia alla Tanzania le possibilità di viaggiare in modo sostenibile sono sempre più numerose e diverse

di Chiara Beghelli

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Tags: viaggio, ecoturismo, Thailandia, Messico, Tanzania, acqua


Si può vivere in Thailandia insieme agli elefanti e ai "mahouts" che li guidano, oppure in Tanzania con la comunità Barbaig, aiutandola a costruire una scuola elementare. Da quando nel 2002 fu formulato il concetto di "ecoturismo", nell'ambito del Summit Mondiale a Quebec City, in Canada, le possibilità di dedicare un breve periodo della propria vita a tutelare l'ambiente o aiutare comunità bisognose sono sempre più numerose e varie. Secondo i dati più recenti dell'International Ecotourism Society, solo nel 2004 il settore dell'ecoturismo è cresciuto a un ritmo tre volte superiore di quello del turismo generalista, e si prevede che entro il 2010 il cosidetto "turismo sostenibile" aumenterà il suo giro d'affari del 25%, muovendo ben 250 miliardi di dollari. Insomma, impegnarsi per migliorare il mondo è un vero e proprio business, e proprio l'anima controversa di questo tipo di attività suscita feroci critiche: ad esempio, si nota che per raggiungere le mete tradizionali dell'ecoturismo (Asia, Africa, Sudamerica) bisogna affrontare lunghi viaggi aerei, con impatti significativi a livello di emissioni di gas serra. E allora, continuano i critici, che razza di viaggio ecologico e sostenibile è?
Aspetti controversi a parte, l'ecoturismo offre davvero un'intensa esperienza di vita, la possibilità di entrare in contatto profondo con luoghi lontane e culture diverse. Di solito basta provvedere da soli ai voli di andata e ritorno e pagare il contributo richiesto dalle organizzazioni che curano i vari progetti e che offriranno alloggio agli ospiti. Ad esempio, l'11 novembre in Thailandia sarà celebrato il Surin Festival, manifestazione dedicata a uno degli animali simbolo del paese, l'elefante. Quale migliore occasione per partire e passare quattro settimane a prendersi cura di 15 di questi mammiferi a rischio di estinzione? Si può farlo in un'area protetta a Pattaya, una città sul mare a 2 ore da Bangkok, con la guida esperta dei mahouts.
Oppure, dall'altra parte del mondo, si possono trascorrere un paio di mesi a prendersi cura della seconda più grande barriera corallina del pianeta: siamo in Yucatan, Messico, e chi ama le immersioni difficilmente potrà rinunciare a farlo nell'incontaminata area marina di Sian Ka'an. In questo caso si tratta di aiutare i biologi dell'università di Qunitana Roo a monitorare lo stato di salute della popolazione sottomarina. Infine, in Tanzania per un viaggio che combina la conoscenza di una tribù africana, i Barbaig, non raggiungibile con i tradizionali itinerari turistici, e l'opportunità di contribuire alla costruzione di una scuola elementare. Qui l'acqua si trova a 20 km di distanza dal villaggio e la sera è illuminata solamente dal bagliore del fuoco. Eppure, anche con quella scarsa luce, la prospettiva sulle cose - stando almeno a chi ci è stato - può essere più reale.

www.ecotourism.org

www.ecoturismo-italia.it

www.responsibletravel.com

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