sostenibilita'

L'energia alternativa
dei nativi americani

NativeEnergy finanzia le riserve indiane degli
Stati Uniti per progetti di sostenibilità ambientale
che le aiutino a sopravvivere

di Chiara Beghelli

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4.0
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Tags: energia


Il respiro del Grande Spirito è nel vento, dicevano gli antichi capi Sioux. I secoli hanno racchiuso quelle credenze nelle riserve dove oggi vive la maggior parte dei discendenti dei nativi americani. Che hanno riformulato il loro antico pensiero e nel vento hanno trovato un business e una importante fonte di sopravvivenza. Se i discendenti dei Tetonwan già nel 1958 avevano inventato una compagnia telefonica a Eagle Butte in South Dakota (The Cheyenne River Sioux Tribal Telephone Authority), NativeEnergy, fondata nel 2000 in Vermont da Tom Boucher, è una sorta di cooperativa fra dieci etnie tribali diverse, che aiuta le comunità dei suoi membri a costruire fattorie eoliche e fonti di energia alternativa per raggiungere l'autosufficienza energetica. Tom, con la moglie Jeanne, 25 anni fa costruì in Vermont una delle prime fattorie alimentate a legna, e tuttora coltiva alberi per trarne energia. NativeEnergy, quindi, è stata la semplice espansione della sua idea. Oggi può vantare il sostegno della Clinton Global Initiative e partnership con nomi del calibro di Timberland e Coca-Cola, ma sono i piccoli progetti comunitari ad aver fatto crescere NativeEnergy: ad esempio, il finanziamento del progetto della riserva Rosebud in South Dakota, una comunità rurale che alimenta le sue 200 case con l'energia eolica della turbina Alex Little Soldier, grazie alla quale sta anche riconvertendo la sua microeconomia.

Dopo le campagne del Middle West, le terre ghiacciate dell'Alaska sono l'altra zona ad alta concentrazione di nativi americani: nei villaggi di Kasigluk e della baia di Toksook l'obiettivo è abbandonare la totale dipendenza dal gasolio per un'alimentazione ibrida grazie alle turbine eoliche. Il sostegno di NativeEnergy permette alle comunità di sostenersi sia risparmiando sui costi energetici sia vendendo all'esterno l'energia non utilizzata. Come fa la famiglia Wanner, che da sette generazioni alleva mucche in Pennsylvania: Alfred, insieme ai suoi figli Matt e John, grazie a NativeEnergy ricava 2 mila kWh di elettricità ogni giorno dal metano degli allevamenti. «Vogliamo pensare a chi verrà dopo di noi», hanno detto. Convinti che il futuro passi ancora dal respiro del mondo.

www.nativeenergy.com

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COMMENTI

inviato da: valerio Ecosub
01/10/2007 - h 08,36

è questo il punto "senzanome", purtroppo c'è ancora chi identifica il lusso con ferrari e gioielli,lo vogliamo capire che il vero lusso oggi è proprio questo? Il lusso di investire in business più corretti e sostenibili?Quello che nel nostro piccolo cerchiamo di fare anche noi con una piccola azienda di pannelli solari.. Io invece devo dire che questa è la parte di luxury che mi piace di più ( per me anche molto utile):)))valerio

3 commenti presenti | Leggi

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