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intervista«Disegno per promuovere la bellezza»Paolo Pininfarina ha disegnato il flacone del nuovo profumo "Homme" di Guerlain di Monica Melotti |
Tags: Pininfarina, Guerlain
La mostra "Design Ability", allestita nella sede Pininfarina di Cambiano (Torino), ha rappresentato un viaggio affascinante alla scoperta di come il design contemporaneo aiuti a superare i conflitti fra l'uomo e l'ambiente. Ne abbiamo parlato con l'ingegner Paolo Pininfarina, Presidente e AD di Pininfarina Extra. «Nel mio lavoro mi piace diversificare, non restare ancorato a vecchi cliché, ma sperimentare sempre nel rispetto del buon gusto», cosi Paolo Pininfarina, che con il suo marchio rappresenta l'italianità legata alla tecnologia, inizia a raccontarci il motivo che l'ha spinto a promuovere questa mostra e a collaborare con la maison storica Guerlain, che quest'anno festeggia i 180 anni.
Ingegner Pininfarina, lei è stato coinvolto in progetti nel settore high-tech, piccoli oggetti di elettronica, di consumo ed ora ha disegnato il flacone del nuovo profumo maschile "Homme" di Guerlain. E' stato facile questo passaggio? A cosa si è ispirato per la realizzazione?
Guerlain e Pininfarina sono due marchi storici. Il primo rappresenta cinque generazioni di profumieri, guardiani del tempio della creazione olfattiva; la nostra azienda è alla terza generazione e siamo rinomati in tutto il mondo per l'ingegneristica e il design legati al settore automobilistico. Creare il flacone del profumo "Homme" è stato un ulteriore passaggio della diversificazione che è in atto da diverso tempo nella nostra azienda: dalle automobili ai sistemi di arredamento, dai telefonini al food design. Il flacone è in vetro massiccio ed è arricchito da una placca metallica che si ispira a un cofano di un'automobile vista dall'alto, con un passaggio dal concavo al convesso.
Quanta mascolinità c'è in questo flacone?
La bottiglia ha una forma slanciata, che punta verso l'alto, può evocare un uomo eretto, con la postura all'indietro come segnale di fierezza. Ho pensato a un uomo virile, sessuale, emozionale, che accetta anche l'istinto animale che c'è in lui. La linea del resto si chiama Homme, un nome essenziale ma che resta ben in mente. Anche l'essenza (creata dai nasi Therry Wasser e Sylvaine Delacourt, ndr) mi piace molto, una successione d'accordi di una freschezza persistente e sofisticata.
Si dedicherà ancora ad altri progetti nel mondo della cosmesi?
Per il momento no. Non è nel nostro Dna l'esasperata aggressività e non ci interessa sfruttare il filone. Abbiamo disegnato questo flacone innovativo per Guerlain, ma per adesso non abbiamo altri progetti nel mondo del beauty.
Che cosa rappresenta per lei il lusso?
Il lusso è una cosa molto particolare. Per me il massimo del lusso è vendemmiare l'uva nella mia vigna sulle colline torinesi. Ci sono sei filari di cinquanta piante che mi permettono di produrre 300 bottiglie all'anno di un vino pregiato. Mi piace stare in mezzo alla natura, fare delle cose che hanno valore e che ti danno un senso di appagamento profondo.
www.pininfarina.com
www.guerlain.com
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