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beautyCome assomigliare a Gisele grazie a creme e pigriziaNiente diete né palestra. Per essere toniche e abbronzate basta molto meno di Sasha Carnevali |
Tags: mare, Comfort Zone, pelle
Ho i capelli biondi, gli occhi azzurri, la pelle chiara e la cellulite. Ai tempi di Rubens sarei stata uno schianto, ma ovviamente sono nata nell'era Bündchen: oggi la bagnante bionda ideale non sta sdraiata lungo un ruscello con i rotoli di ciccia che colano sull'erba; deve fare jogging sulla spiaggia in bikini brasiliani, sottile, tonica, ambrata.
Troppo pigra per sudare palestra, troppo affamata per seguire diete e troppo insofferente per stare al sole, mi rimangono due opzioni per fare bella figura in riva al mare: macchina del tempo o pacchetto estivo Comfort Zone. La prima non è stata inventata, ma il secondo sì: pare che passando due minuti al giorno a spalmarmi di creme varie potrei avvicinarmi all'"ideale Gisele". Così, per ovviare a un'epidermide che si biscotta appena - e solo se passo due mesi accrocchiata su uno scoglio tipo Sirenetta di Andersen - precedo le vacanze con un passaggio giornaliero dell'emulsione giallo-uovo "Tan Maximiser". I risultati sono esaltanti: camminando in giro per la città mi escono subito le lentiggini; viso, gambe e braccia prendono un bel colore bronzo-dorato. Su tronco e cosce, che per ora rimangono lattiginosamente bianchi, lavoro sui centimetri con la linea anticellulite Body Strategist: parto volenterosa applicando il siero Concentrate, che profuma di mela verde (so seventies!), e la crema Remodeller (che invece sa di canfora) sui cuscinetti adiposi. Questa funziona per mezzo dell'azione caldo-freddo, per cui la pelle si arrossa, frizza e rimane color aragosta per un paio di ore. Resisto per un paio di settimane, poi la pigrizia riprende il sopravvento sulla vanità e abbandono le creme. Continuo però la cura con quello che reputo il pezzo forte di Body Strategist: il patch che si lascia in posa 24 ore, un giorno a destra, un giorno a sinistra. È un cerotto discretissimo: tre centimetri per tre, trasparente, sottile. Dopo un mese il verdetto è ampiamente positivo: le gambe si sono visibilmente asciugate e, questo l'importante, con uno sforzo veramente trascurabile da parte mia. Se il patch fosse esistito già nel ‘600, Pietro Paolo Rubens si sarebbe chiamato Mario Testino.
www.comfortzone.it
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