Fotografia

Istantanee da Paris Photo

Dagli emergenti, giovani africani ai libri più belli, le novità dell'ultima edizione della più grande fiera del mondo

di Irene Alison

Il primo ricordo che resta negli occhi ripensando alla quindicesima edizione di Paris Photo – la più importante fiera di fotografia del mondo, appena conclusa a Parigi – è la fila interminabile in attesa davanti al Grand Palais. Cinquantamila visitatori (segno dell'interesse solido e crescente per la fotografia della capitale francese, e della vitalità di un mercato che attrae anche i piccoli collezionisti), si sono messi in coda nell'arco di tre giorni per godere della splendida luce naturale che, filtrando dalle volte di vetro costruite per la Grande Esposizione Universale del 1900, ha illuminato le opera esposte nella nuova, bellissima sede scelta quest'anno per l'evento.

Il secondo ricordo è la vertigine prodotta dalla quantità, enorme e difficilmente classificabile, di un'offerta fotografica - da Atget a Weegee, da Micheal Wolf a Marina Abramovic, da Erwin Olaf a Gregory Crewdson - in grado di ipnotizzare, e di sopraffare, l'occhio del visitatore. 117 gallerie (26 in più della scorsa edizione) per 23 diversi paesi hanno portato a Parigi i loro artisti per un'edizione che ha presentato alcune delle proposte più interessanti e innovative della scena fotografica mondiale, con una netta inclinazione verso i territori dell'arte contemporanea più che verso quelli della fotografia tradizionalmente intesa. «Dobbiamo uscire dal ghetto e presentare tutte le sfaccettature della fotografia di oggi», ha affermato il nuovo direttore Julien Frydman: un'intenzione seguita, e probabilmente raggiunta, attraverso una divisione sempre più netta tra la memoria (rappresentata da grandi fotografi "puri" come Diane Arbus, Richard Avedon, Robert Frank, Irving Penn) e il futuro, con star come Paul Graham (venduto da Pace McGill a 21.800 euro) Taryn Simon (portata a Parigi dalla Gagosian) o Sigmar Polke (che, principalmente conosciuto per la sua pittura, è stato venduto dalla tedesca Springer & Winckler/Leo Koening a 850mila euro), che sembra andare sempre di più nella direzione di una fotografia usata come mero strumento di una ricerca che attinge a altri linguaggi e dilata, o rivoluziona, il concetto di documentazione della realtà.

Tra gli altri spunti di questa edizione, la sorprendente vitalità della nuova generazione fotografica Africana - alle prese con il tema della razza, della lotta di classe, dell'identità sessuale e dell'insostenibilità del progresso - su cui apre una finestra la mostra African photography from Bamako to Cape Town, a cura di Laura Serani, che ospita 12 fotografi africani (tra cui il sudafricano Zanele Muholi, il camerunese Samuel Fosso e il burkinabé Nyaba Léon Ouedraogo), e che emerge anche dalla massiccia presenza di fotografi sudafricani tra gli stand: le quattro maggiori gallerie del Sud Africa hanno infatti proposto alcuni degli autori più interessanti dell'intera fiera, come Mikhael Subotzky, classe 1981, che in con Beaufort West (in vendita per Goodman per cifre che vanno dai 5500 ai 33mila euro), racconta la vita dentro e fuori le sbarre della prigione di una piccola città nel deserto del Karoo, tra Città del Capo e Johannesburg, o Pieter Hugo che in Permanent Error, ritrae il paesaggio umano e innaturale di una discarica di rifiuti tecnologici in Ghana.

Un piccolo mondo a parte, un po' fuori dal frenetico via vai degli stand, e meta di un più attento e lento pellegrinaggio, il padiglione dell'editoria, nel cuore della fiera con 18 tra i migliori editori del mondo e un'installazione dedicata al libro cult del 1954 "Love on the Left Bank" (1956) di Ed van der Elsken. E proprio in cerca di nuovi cult, quest'anno Paris Photo ha lanciato il Prix du Livre Paris, assegnato, tra una selezione di 60 libri pubblicati negli ultimi 15 anni, a "A Shimmer of Possibility" di Paul Graham.

pagina 1 di 1





Moda
gallery blog
archivio notizie archivio speciali
titoli tags
Yoox MyPrestigium
blog twitter foursquare

MONDO LUXURY

TOP FIVE

Come Elisabetta II divenne arte contemporanea
Alla National Portrait Gallery di Londra due mostre dedicate alla regina, dove Lucian Freud, Gilbert&...

Le star alla mostra di Venezia

 

24luxury: A Londra la regina Elisabetta II diventa icona dell'arte contemporanea http://t.co/IBmRHmCf

16 May, 12:59 |

24luxury: David di Donatello: il red carpet made in Italy, fra la Lollo e le trasparenze, è lontano dagli Oscar http://t.co/BWD4TUlu

07 May, 15:51 |