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MostreGli dei di Hollywood in mostra alla National Portrait GalleryLe foto vintage della fondazione John Kobal raccontano il divismo pre-paparazzi di Marta Casadei |
Tags: Clark Gable, Marilyn Monroe, James Dean, Marlon Brando, Grace Kelly, Marlene Dietrich, oan Crawford, Vivien Leigh, Loretta Young, Hollywood, Londra, Roma, New York, Parigi, Buenos Aires, Grace Kelly
Si dice che la MGM abbia deciso di scritturare Clark Gable a patto che lui si sottoponesse a un doppio intervento di chirurgia estetica per rimpicciolire le orecchie, da un lato, e raddrizzare i denti, dall'altro. Eppure, mentre lo si osserva ammiccare in una vecchia foto in bianco e nero con il fare da divo, sexy ma senza eccessi, che l'ha reso immortale, sembra perfetto, bellissimo. Lo stesso vale per Marilyn Monroe: l'obiettivo non sembra catturare i tormenti interiori della bella Norma Jeane, impeccabile nella sua capigliatura biondo platino, con le labbra che hanno fatto la storia del cinema insieme a un vestito bianco scollato all'americana. E, ancora: James Dean, Marlon Brando, Grace Kelly, Marlene Dietrich, Joan Crawford, Vivien Leigh, Loretta Young. Belli e impossibili, perfetti e distanti. In una parola: divi.
Nell'immaginario comune sono loro gli dèi di Hollywood, icone del glamour internazionale ai quali la National Portrait Gallery di Londra ha dedicato una mostra,"Glamour of the Gods", in allestimento fino al 25 ottobre. Oltre alle bellissime foto provenienti dagli archivi della John Kobal Foundation – circa 70 scatti, molti dei quali mai esposti nel Regno Unito, almeno fino ad oggi, firmati da fotografi di grido come George Hurrell, Clarence Sinclair Bull, Laszlo Willinger e Bob Coburn – il cuore dell'esibizione è il racconto di oltre 40 anni di vita hollywoodiana, decenni che coincidono senza dubbio con la golden age del cinema made in Usa. Tra kolossal alla "Via Col Vento" e "Cleopatra" e gialli indimenticabili come "Delitto Perfetto", la fenomenologia del divo contemporaneo è stata creata a tavolino appena dietro le colline di Los Angeles. Complici, appunto, le foto.
Prima che i flash dei Paparazzi arrivassero, a partire dagli anni Cinquanta, a fare breccia nell'aura immacolata e rarefatta delle celebrities, mostrandone vizi e virtù, fragilità e capricci, gli studi hanno sempre esercitato un controllo diretto sull' immagine dei propri volti noti: in un mondo in cui i blog di gossip e gli speciali di E! Entertainment erano forse più lontani dall'immaginario comune dello sbarco sulla Luna, le fotografie autorizzate dagli Studios sono state per lungo tempo l'unico veicolo di contatto tra le star e i propri fan. Stampate a milioni, perfino prive di Copyright così da poter circolare di stamperia in stamperia, su giornali e locandine, da Roma a New York, da Parigi a Buenos Aires.
John Kobal, a cui è intitolata la fondazione che possiede le immagini esposte alla National Portrait Gallery, ha cercato di raccontare l'essenza di questi personaggi, molti dei quali ha conosciuto di persona, raccogliendone i ritratti, che oggi costituiscono il nocciolo della mostra. Un viaggio interessante alla scoperta delle star che hanno lasciato il segno. Tra amori tormentati e indimenticabili – ma soprattutto romanzati - come quello tra Liz Taylor e Richard Burton e storie da favola finite in tragedia, come quella di Grace Kelly. Prima che arresti e rehab, ma anche una semplice spesa in tuta al Wal-mart, raggiungessero anche loro le luci della ribalta.
Glamour of the Gods
fino al 23 ottobre 2011
Porter Gallery, National Portrait Gallery, London
www.npg.org.uk/glamour
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