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Visto al FestivalArte e cinema si fondono in LagunaI film degli artisti, da Steve McQueen a Yuri Ancarani, sono sempre di pił e i confini fra i generi si assottigliano. Chissą che il futuro non ci riservi un'unica, grande Biennale delle Arti Visive di Cristiana Raffa |
Tags: Venezia, cinema, film, Steve McQueen, Maurizio Cattelan, Carmelo Bene, Mario Schifano
Lo scorso 4 giugno la Biennale d'Arte di Venezia ha premiato col Leone d'oro un lunghissimometraggio che ha celebrato il mondo del cinema: "The Clock", un meraviglioso montato di 24 ore che l'artista americano Christian Marclay ha composto con migliaia di scene di film famosi. Critica e pubblico incollati allo schermo allestito nelle Corderie, si sarebbero spellati tutti le mani ad applaudire se il film avesse avuto una fine.
La Mostra del Cinema, in cambio, ha omaggiato l'arte visuale pił che negli anni passati, sancendo un ulteriore sfaldamento dei confini tra le due discipline. In Laguna in questi giorni sono approdati talmente tanti progetti di cosiddetto "cinema espanso" che si potrebbe persino ipotizzare un giorno di avere un'unica grande Biennale delle arti visive.
A concorrere per il Leone c'č il video artista Steve McQueen, e gią questa č stata una (ottima) notizia, in buona compagnia di sezioni ed eventi collaterali scossi da colleghi sperimentatori che le pellicole le sanno manipolare oltre le strettoie dei linguaggi convenzionali. A partire dalla sezione Orizzonti che ospita opere di Mark Lewis, Simon Pummell, Marina de Van, Rirkrit Tiravanija, Devin Horan, Nicolas Provost, Josef Dabernig, Charles Yi Yong Lim, Yves Netzhammer, Norbert Pfaffenbichler, Flatform, Ben Russell, Andrew Kötting, Ammar al-Beik, Fabio Scacchioli, Eija-Liisa Ahtila e Yuri Ancarani. Quest'ultimo, reduce da un gran successo gią lo scorso anno con "Il Capo", torna ora con "Piattaforma Luna", onirica vicenda di sei sommozzatori in una camera iperbarica: il produttore dell'opera č Maurizio Cattelan e la distribuzione sarą affidata alla galleria milanese Zero.
Un tributo all'espansione della settima arte č sicuramente la Retrospettiva Orizzonti 1971-1978, dedicata alla ricerca di Carmelo Bene, Mario Schifano, Alberto Grifi, Paolo Brunatto, Augusto Tretti. «La retrospettiva di quest'anno – ha dichiarato il direttore Marco Müller - ancorata all'idea di un cinema aperto e liquido che interroga se stesso come dispositivo linguistico, come tecnica capace di scandagliare e sollecitare la realtą e come forma d'arte che vuole dialogare, con feconda disinvoltura, con le altre forme d'arte, č un contributo alla ricostruzione storica dello sguardo contemporaneo».
Nell'epoca di YouTube e della convergenza di linguaggi e interfacce, era doveroso un consistente confronto tra stili e sguardi, opere che innovano servendosi del tradizionale supporto di celluloide o sperimentazioni elettroniche-digitali. A tal proposito merita una segnalazione anche il premio Persol 3-D, alla terza edizione, attribuito quest'anno a Zapruder Filmmakersgroup (David Zamagni, Nadia Ranocchi, Monaldo Moretti). L'anno scorso erano stati premiati "Avatar" di James Cameron, e "Dragon Trainer" di Chris Sanders e Dean DeBlois, capolavori che hanno attirato l'interesse di tutte le major e del grande pubblico.
Si parla da qualche anno di una "terza rivoluzione cinematografica" (dopo il suono e il colore) che riporta la fruizione in sala al centro del dibattito. Anche nel 2011 la stereoscopia ha registrato una forte accelerazione nella ricerca e nella produzione di dispositivi in 3-D. In questa occasione sarą presentato anche "Evolution (Megaplex)" di Marco Brambilla, artista italiano trapiantato negli States. Nel lavoro di Brambilla, incensato dal New York Times, rivivono le origini, l'evoluzione e il destino dell'umanitą sotto forma di un murale video 3D di grande formato con circa 400 spezzoni di film. I materiali utilizzati in Evolution sono soprattutto film di genere con un lessico hollywoodiano.
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