|
| ![]() |
ESTREMO ORIENTEL'artista dei memorialiIn mostra a Tokyo le opere recenti di Jun Nguyen-Hatsushiba dedicate alla persona più importante della sua vita: suo padre di Daniele Perra |
Tags: Hatsushiba, Giappone, Stati Uniti, Lehmann Maupin, Mizuma Art Gallery di Tokyo
Di madre giapponese e padre vietnamita, Jun Nguyen-Hatsushiba è uno dei più sensibili artisti dell'estremo Oriente, che ha fatto dei confini geografici e del loro attraversamento un elemento fondamentale del suo lavoro. L'artista ha infatti trascorso il periodo dell'infanzia, delle prime scoperte, dei primi contatti in Giappone prima di trasferirsi a studiare negli Stati Uniti, per poi andare a vivere a Ho Chi Minh City in Vietnam.
Ha cominciato a lavorare con installazioni in cui materiali poveri come il riso, i noodle o mezzi di trasporto quotidiani come le biciclette erano centrali. Si è però fatto conoscere nei primi anni del 2000 a livello internazionale, anche sulla scena newyorkese dove a rappresentarlo è la galleria Lehmann Maupin, grazie a un'opera video che ha letteralmente ammaliato il mondo dell'arte, intitolata "Memorial Project". In quegli anni stava lavorando con i cyclo, dei taxi su due ruote tipici in Vietnam e in altri Paesi asiatici, quando riceve un invito a partecipare alla Triennale di Yokohama.
La sua idea era creare una sorta di museo dei cyclo, con informazioni e storie intorno a quei mezzi di trasporto, usando anche alcuni suoi modelli. Un progetto piuttosto ambizioso (anche in termini di spazio) per essere inserito in una collettiva. Da questo è nato il memoriale che avrebbe dovuto consistere in una performance da fare all'interno di una grande vasca collocata nel museo. Ma il processo era complicato e costoso. Ha pensato subito a un acquario cittadino, a una piscina, a un fiume vicino a Yokohama. Ma alla fine ha realizzato l'opera in mare, nel suo Paese. Una spettacolare coreografia sottomarina di guidatori che trasportano i loro cyclo, arricchita da colori brillanti per creare un effetto finale sorprendente, da rimanerne incantati. «Nei miei lavori, ha affermato l'artista, il memoriale non si riferisce soltanto al passato da cui siamo influenzati perché spesso si trasforma in problemi con cui dobbiamo convivere... l'idea del memoriale non è soltanto quella di provare a rievocare e riconoscere il passato, ma è qualcosa che ci porta al presente e ci spinge a mettere in discussione il futuro».
Dopo un'assenza di tre anni Jun Nguyen-Hatsushiba torna ad esporre alla Mizuma Art Gallery di Tokyo. Una mostra che rende omaggio alla persona più importante della vita dell'artista: suo padre, con cui ha condiviso esperienze che hanno alimentato la sua spiritualità e influenzato la sua creatività. Questa mostra secondo le sue parole "è l'amore per mio padre, per avermi dato il coraggio di proseguire a fare arte". Tra i lavori esposti, "A Picnic under the Sugar Palm and the Bodhi Tree", una grande installazione realizzata con l'argilla e la terra ispirata dalla vegetazione che si trova lungo i confini tra Vietnam e Cambogia. E le frontiere sono anche il tema di un'altra opera in mostra che mette in relazione la bandiera del Vietnam con quella del Giappone e dell'America.
Per la prima volta è inoltre esposto il suo lavoro più recente dal titolo "Breathing is Free: 12,756.3 - Chicago, 88.5km", culmine dei suoi memorial projects. Un'opera complessa sul correre perché come si legge sul sito creato appositamente "dobbiamo correre per cacciare, per combattere, competere, conquistare, scappare, sopravvivere, spostarci, migrare".
Jun Nguyen-Hatsushiba
Mizuma Art Gallery
2F Kagura Bldg., 3-13 Ichigayatamachi
Shinjuku-ku, Tokyo
Fino all'8 settembre
http://mizuma-art.co.jp
pagina 1 di 1
|
||
| gallery | blog | |
| archivio notizie | archivio speciali | |
| titoli | tags | |
|
||
| Yoox | MyPrestigium | |
![]() |
Come Elisabetta II divenne arte contemporanea
|
| |
| |
