Eventi

Primo Maggio
a New York
con Shepard Fairey

La festa del lavoro scelta per svelare la nuova opera "social" dello street artist

di Cristiana Raffa


Shepard Fairey è conosciuto da tutti come lo street artist che ha contribuito con il suo poster "Hope" a inconizzare la figura di Barack Obama, diventato un simbolo della campagna elettorale del Presidente. Ambito dalle gallerie e dalle biennali d'arte contemporanea di tutto il mondo, Fairey espone per il mese di maggio i suoi nuovi lavori a New York, nella galleria Deitch, in Wooster Street. Non solo. Il primo maggio sarà scoperto il suo mural, proprio a due passi dalla galleria nella zona downtown di Manhattan, su quel muro che ha già ospitato la rielaborazione di un lavoro di Keith Haring del 1982 e, più di recente, un mural dei brasiliani Os Gemeos. Il titolo, della mostra e anche del lavoro murale, è "May Day", un titolo che rimanda al giorno dei lavoratori, ma anche un segnale di pericolo, di emergenza, nel linguaggio dei piloti, dei poliziotti e dei pompieri. Perché viviamo in un'epoca di emergenze: emergenze ambientali, politiche, economiche. I ritratti esposti rappresentano personaggi a cui l'artista è particolarmente legato, musicisti, artisti e attivisti politici: «Ho scelto persone che sono state in un modo o nell'altro dei rivoluzionari, hanno iniziato ai margini della cultura e hanno finito per cambiare il sentire comune. Celebrare passi importanti che sono stati fatti in passato significa anche ricordarci che grandi passi possono essere fatti in futuro», ha raccontato Fairey presentando il suo lavoro.

Pensa alle canzoni di Joe Strummer e Woody Guthrie, agli scritti di Cornel West, autori che hanno contribuito a creare la cultura dei diritti dei lavoratori. Pensa al massacro di Haymarket a Chicago nel 1886, quando una manifestazione pacifica a sostegno dei lavoratori in sciopero fu interrotta da una bomba, poi da una raffica di mitra della polizia e successivamente l'allora Presidente Cleveland decise che sarebbe stato meglio non celebrare più il Primo Maggio per non incoraggiare i nascenti movimenti socialisti. Sono ricordi che bruciano nei lavori dello street artist del South Carolina, scottano su quel muro in Wooster Street di proprietà di Tony Goldman (costruttore cresciuto ai tempi della pop art e con un ottimo senso degli affari, ha infatti capito che murales d'autore sui suoi palazzoni fanno lievitare i prezzi degli appartamenti, ma questa è un'altra storia). Una grafica ispirata alla propaganda sovietica, evidente in tutti i suoi lavori, qui emerge con forza ancora maggiore. Scotta di un rosso fuoco la bandiera americana come simbolo multidimensionale, scotta la Terra, scotta il sistema sanitario, scottano le disfunzioni di un sistema bipartitico. Il riferimento alla bandiera americana è anche un tributo a Jasper Johns, il cui ritratto è presente tra quelli esposti in galleria, accanto a quelli di Basquiat, Keith Haring, Andy Warhol, Muhammad Ali, Iggy Pop, John Lennon e Yoko Ono, tra gli altri.

La mostra resterà nella galleria Deitch per tutto il mese (poi dovrebbe chiudere i battenti, anche perché il proprietario Jeffrey Deitch è stato nominato direttore del Museo d'Arte Contemporanea di Los Angeles, decisione che ha suscitato molte polemiche negli USA perché nessun venditore d'arte è mai stato a capo di un'istituzione pubblica e no-profit, ma anche questa è un'altra storia) e viaggerà poi verso il Centro per l'Arte Contemporanea di Cincinnati dove sarà visibile fino al 22 agosto. Inoltre alcune delle opere saranno per tutto questo mese in mostra anche in un albergo, l'Ace Hotel, zona Midtown, che offre un pacchetto con pernottamento, visione della mostra, maglietta serigrafata con la suddetta bandiera, un biglietto per un party notturno, costo 374 $ a notte in una "medium queen room" (è l'evoluzione di un marketing turistico rivolto al mercato più giovane, ma pure questa è un'altra storia. O no?).

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