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CREATIVITàVa in scena «Uovo performing art festival»A Milano dal 18 marzo spettacoli e performance con la partecipazione del pubblico di Valentina Ciuffi |
Tags: Uovo Performing Festival, Teatro dell'Arte, Milano, Gob Squad, Marco Velardi, Francesca Sart, Ontroerend Goed
Lo spettatore "tirato dentro", trascinato fin sul palco, immortalato in un video, o portato tra domande imbarazzanti e gesti performativi. Protagonista per forza, per caso e senza saperlo, o più semplicemente invitato a collaborare. Gli spettacoli della nuova edizione di Uovo Performing Festival di Milano si preannunciano capaci di insolite e affascinanti forme di interazione e coinvolgimento.
Si parte giovedì 18 Marzo, al Teatro dell'Arte di Milano, con il curioso e un po' allarmante Super Night Shot del pluripremiato collettivo anglo-tedesco Gob Squad: i quattro performer del gruppo, nell'ora precedente lo spettacolo, si spargeranno per le vie della città a caccia di immagini da strappare al quotidiano di chiunque e portare sul palco. Ignari passanti e oscuri angoli metropolitani sottratti all'anonimato andranno a ribaltarsi, star inconsapevoli, sui grandi schermi di una video performance live.
E se Gob Squad la vostra immagine potrebbe rubarla di nascosto, Marco Velardi e Francesca Sarti, vi inviteranno apertamente a cucinare, un gesto quotidiano dei più comuni, da sperimentare collettivamente e in pubblico per una food performance giocosa ma capace di far riflettere. Per Mangiachetifabene, infatti, il direttore del magazine "Appartamento" e la rappresentante del collettivo di eating design, sono pronti a trascinare i visitatori in una lezione di cucina sui generis: al tempo delle coltivazioni contaminate e degli ingredienti killer, un ripasso divertente dei principi base ma anche una riscoperta, senza retorica, dei vecchi rimedi e di ingredienti ormai quasi segreti…
Ma la prova più dura (e appassionante), potrebbe essere il confronto ad armi pari, o meglio a parità di uomini, che aspetta chi deciderà di sottoporsi allo spettacolo Internal del collettivo Ontroerend Goed , stravincente al festival di Edimburgo 2010. L'intensa e atipica "piece", tessuta a quattro mani con gli spettatori (o da loro attivamente subita) ne mette in gioco cinque alla volta che, nel confronto con cinque performer, "interrogati": una serie di domande "tra reticenza e seduzione", a scoprire segreti e strappare confidenze.
Ma non tema chi ha voglia di essere spettatore e basta, più tradizionalmente attivo rispetto a quello che accade sulla scena: Uovo ha tanto in programma anche per chi, preferisce non calcarla, neanche per sbaglio. E allora Dwey Dell e il fascino folgorante del loro brevissimo "Cinquanta urlanti quaranta ruggenti sessanta stridenti" allora l'avvincente intreccio di arti, umani o d'automa di "La prima periferia (Pathosformel)", ma anche il video Conscious/Inconscious di Linda Fregni Nagler o le letture/conferenze tragicomiche Barbara Matijević e Giuseppe Chico. Con i gruppi musicali John&Jehn e We have band, potrebbe capitare di ondeggiare con gli altri in platea catturati dai suoni indie, e con il Dj nord irlandese David Holmes e scatenarvi oltre misura e tornare involontariamente a essere protagonisti.
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