mostre

Gundlach e l'eleganza dell'immagine silenziosa

Scatti di moda, ritratti, reportage nella retrospettiva berlinese dedicata a uno dei maestri della fotografia tedesca

di Cristiana Raffa


Franz Christian Gundlach è considerato uno dei maggiori fotografi di moda nella storia della Repubblica Federale Tedesca. Fino al 14 marzo il museo Martin Gropius Bau di Berlino ospita la più grande retrospettiva sul suo lavoro mai realizzata. Dagli anni '50 fino ai '90 Gundlach ha riprodotto per immagini mezzo secolo di avanguardie estetiche, ha celebrato il divismo con memorabili ritratti di grandi personalità e modelle iconiche, cogliendo la forza espressiva in composizione visuali scarne, pulite, elegantissime: Romy Schneider, Cary Grant, Jean-Luc Godard, Gina Lollobrigida, alcuni tra i suoi soggetti prediletti. La ricerca del dettaglio da valorizzare, che fosse la scossa di uno sguardo languido o il riflesso specchiato di un copricapo in lamè, sempre colto ineffabilmente.

Se la moda è lo specchio di ogni società, delle ambizioni del consumo di massa, dell'immaginario collettivo tradotto negli stili (e viceversa), il percorso di Gundlach si traduce in un trattato di sociologia per immagini reso unico grazie ad un grande talento visuale. Solo per il magazine di moda Brigitte, cult editoriale in Germania, ha prodotto tra il 1963 e il 1986 più di 5.500 pagine di moda e 180 frontespizi. Le sue fotografie sono state pubblicate sui maggiori rotocalchi europei e acquisite dai musei di tutto il mondo. Il suo amore per il racconto in frame lo ha portato ad impegnarsi per la conservazione e la divulgazione: nel '57 fondò una delle prime gallerie dedicate alla fotografia in Germania. Ha curato, fino agli anni '90, centinaia di mostre. Ha insegnato all'accademia di Belle Arti di Berlino e oggi, a 83 anni, presiede la fondazione che porta il suo nome.

In questa retrospettiva sono esposti per la prima volta anche alcuni dei suoi reportage in Centro e Sud America e in Asia, che spiegano il suo approccio di tipo fotogiornalistico e documentaristico anche alla moda. Lo sviluppo di immagini in serie per la creazione di un percorso narrativo è una delle caratteristiche del suo lavoro, lettura che emerge chiaramente dalle 350 opere esposte e dal film realizzato per la mostra dal regista Reiner Holzemer. Gundlach ha sempre scelto personalmente modelle, materiali di scena e scenari, lavorato accuratamente sui gesti e sulle pose. Sapeva creare quadri giocando con gli sfondi in continuità con le curve optical di un costume da bagno. Ha costruito installazioni statiche fermando un tempo sociale per restituirlo oggi a noi e domani a quelli che verranno.

Fino al 14 marzo
Martin-Gropius-Bau Berlin
Niederkirchnerstraße 7 - Berlino

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