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eventiTorino, Artissima si rinnova ed entra in teatroFra le novità della 16esima edizione anche uno store per vendere alcune edizioni d'artista di Lucia Agostinis |
Tags: Artissima, arte, Rebecca Horn, Nicola De Maria, Londra, Obrist, Torino, Michelangelo Pistoletto
Artissima continua certamente ad essere, in Italia, la fiera d'arte contemporanea più vivace e ricca di iniziative, ma ci si comincia chiedere, e giustamente, se sia abbastanza offrire ai visitatori il solito (peraltro imitatissimo) sabato notte di galleria in galleria o di accendere la città con le stesse luci – siano pure gli "Spiriti Blu" di Rebecca Horn alti e meravigliosi oltre il Po, o i bei fiori-lampione di Nicola De Maria, perfetti in piazza Carlina. Artissima si muove allora in cerca di novità: giunta alla 16esima edizione, appronta tra gli stand del Lingotto uno store per vendere a pochi euro alcune edizioni d'artista, crea una sezione arte e cinema ma, soprattutto, entra per la prima volta nei teatri torinesi.
"Accecare l'Ascolto", così, a partire da una citazione di Carmelo Bene, Andrea Bellini, direttore della fiera, ha intitolato l'operazione con cui quest'anno, tra i palchi disegnati da Benedetto Alfieri e quelli reinventati da Carlo Mollino, porterà gli artisti in qualità di performer o autori, dentro spettacoli confezionati ad hoc per questi spazi. E se quando c'è novità, la prima reazione, forse perversa ma spontanea, è chiedersi: "Ma sarà nuovo davvero?", l'idea di Bellini rimanda - e in molti l'hanno fatto notare - a quanto il noto direttore della Serpentine Gallery di Londra ha fatto ad Art Basel con il suo Tempo del postino allestendo una maratona di atti performativi che mandava in scena, uno dopo l'altro, noti artisti visivi per un massimo di 15 minuti. «Se nell'operazione di Obrist - spiega Andrea Bellini - il limite temporale è al centro di un discorso per mettere in discussione il mondo dell'arte in relazione al sistema commerciale, nel caso di Torino agli artisti si chiede, per motivi molto diversi, di relazionarsi con lo spazio del teatro e interagire con il suo linguaggio. Hanno tutto il tempo che vogliono e la responsabilità su di quello che creeranno, si tratta di una dimensione meno giocosa...»
Forse la cosa più saggia, in questo caso, è non andare in cerca di somiglianze, nè preoccuparsi troppo di cos'è vera novità, ma sospendere il giudizio e cogliere l'occasione di spettacoli inediti in spazi bellissimi e magari non troppo conosciuti. Siano le confusioni colorate del collettivo Gelitin a invadere il Teatro Regio, sia la riedizione di Anno Uno a riempirlo della gente di Corniglia secondo il disegno di Michelangelo Pistoletto e sullo sfondo della musica di Gianna Nannini, varrebbe la pena di esserci.
Artissima
Torino, dal 6 all'8 novembre
www.artissima.it
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