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IMMAGINIDonne che raccontano amori e passioni di donneIn mostra a Verona «6x6 Woman». Dietro l'obiettivo, sei giovani fotografe, passate per il centro di ricerca Fabrica a Treviso di Valentina Ciuffi |
Tags: Brooklyn, Verona, Fabrica, Treviso., Rio de Janeiro
Un erotismo giocoso, lieve, dentro un'estate a Brooklyn, dietro un ombrellone colorato, accanto a una fetta d'anguria, tra i gesti di due ragazze innamorate. La fotografa spagnola Laia Abril, racconta la loro voglia di vivere liberamente: tutto suona naturale, scatto dopo scatto, invaso da un'atmosfera serena, sospesa. E resta lontano, annientato, ogni insulso pregiudizio, ogni forma di assurda bigotteria.
É il primo di sei racconti per immagini che riempiono gli spazi della galleria Studio La Città, a Verona. Dietro l'obiettivo, sei giovani fotografe, che sono, o sono state, residenti presso il centro di ricerca Fabrica, a Treviso.
Dall'innocenza di un amore trasgressivo e svelato nell'occidente contemporaneo, ai doppi veli di donne celate, donne d'oriente, che vivono una fase di profonda trasformazione al confine tra Europa e Asia. Movimenti di cultura e di costume fermati negli scatti di Olivia Arthur, tra tessuti che brillano e corpi ben curvi dentro danze sensuali e potenti.
Da qui, il progetto «6x6 Woman» ci porterà, con la mostra di Jennifer Osborn, tra abbracci stretti, quasi soffocanti di corpi femminili possenti e segnati: due donne lasciano il carcere di Rio de Janeiro, lasciano le loro amanti e si trovano alle prese con una vita da ricominciare, fuori, tra nuovi amori e tra amori di sempre, come quelli per i loro figli.
O, ancora, le giovani autrici di Fabrica ci spingeranno nella cittadina ucraina di Uman, tra le peculiarità dell'antica tradizione ortodossa (Kitra Cahana), poi tra le forme singolari, i bei rumori di una strada di Birmingham a dir poco multietnica (Liz Hingley).
Parlano lingue molto diverse i loro scatti, e ciascun reportage penetra il piccolo grande universo che ha scelto, raccontandolo in modo davvero efficace. Ma non ci sono notizie, non voyeurismi, né sguardi a strappare vicende difficili e insolite al loro contesto per a urlarle altrove. Queste storie sono immerse, invece, dentro una specie di umanità densa, stanno tra cose e sentimenti che riguardano tutti.
www.fabrica.it
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