ARTE

Cindy Sherman, autoritratti delle "altre"

Alla Gagosian Gallery di Roma quindici lavori inediti della creativa newyorkese

di Marta Casadei

Rating:
5.0
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Tags: Pirandello, Cindy Sherman, Roma, Gagosian



Uno, nessuno, centomila, scriveva Pirandello. E una, nessuna, centomila è Cindy Sherman. Un'artista a tutto tondo: fotografa, costumista, scenografa, modella. Le sue opere - ritratti di donne profondamente diverse per età e attitudini, estetica ed emozioni, background e futuro – sono un degli esempi più noti di arte contemporanea che cerca di indagare le mille sfaccettature e contraddizioni dell'identità femminile. E sbarca a Roma – fino al 19 settembre alla Gagosian Gallery – con quindici opere realizzate appositamente per lo spazio di via Crispi.
Donne di mezza età che si mostrano al mondo in una serie di fotografie di largo formato, immagini a tratti impietose nello scavare minuziosamente dentro stereotipi e luoghi comuni, evidenziando quelle debolezze che affliggono le donne contemporanee e quelle sovrastrutture che le costringono in ruoli e atteggiamenti ben precisi.

I ritratti di signora della Sherman, cinquantacinquenne originaria del New Jersey appassionata di Dalì e Picasso, sono quadretti in cui finzione e realtà si intrecciano, sottolineando quasi con sarcasmo l'eccesso di snobismo, l'eccessiva attenzione alla forma tipica delle mesdames dei giorni nostri. Che combattono la dura lotta tra l'apice del potere economico e sociale e la decadenza fisica inevitabile, a volte prorompente. Le immagini rappresentano lei - che lavora da sola e con l'autoscatto -, pur non rispecchiandone per nulla né i modi né il carattere. Come a dire: la Cindy delle fotografie non è Cindy, ma tutto quello che le donne come lei sono e finiscono per diventare. Inconsciamente, adeguandosi alle trame contemporanee, o nella speranza di raggiungere una realizzazione che non sarà mai tale. Le fotografie sconfinano quasi nel grottesco, sembrano istantanee scattate sul set di qualche soap opera anni Novanta di bassa lega.

Sullo sfondo ci sono luoghi pensati e costruiti nei minimi dettagli: finestre che lasciano entrare un fascio di luce in un appartamento altrimenti austero e ombroso; scalinate immerse in un giardino; antichi palazzi imponenti e classicheggianti. In primo piano ci sono loro: imbellettate, ingioiellate come fossero matrone contemporanee. Chi è fasciata in un abito di raso color lavanda e regge un fiore a mò di ritratto cinquecentesco; chi fa della chiave del successo sociale un foulard fiorato annodato al collo e un paio di candidi guanti di pelle; chi si atteggia a diva mostrando le spalle che l'abito da sera lascia scoperte; chi regge un ventaglio come fosse lo scettro del potere. Catalogare queste donne dalla posa ingessata è difficile: possono essere nobildonne mantenute o manager, poco importa. Quel che balza all'occhio è lo sguardo: altero, quasi di sfida, a tratti incattivito.
Uno sguardo ben diverso da quello dell'autrice, curiosa scrutatrice del mistero umano. Per nulla "costruita", né nei gesti né nelle mises. Fatta eccezione per quando si siede davanti all'obiettivo. Il proprio, ovviamente.

CINDY SHERMAN
Fino a sabato 19 Settembre 2009
Gagosian Gallery
Via Francesco Crispi 16, Roma
www.gagosian.com
www.cindysherman.com

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