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Bristol celebra la street art di Banksy

Il museo della città apre la collezione permanente all'arte irriverente del "graffittaro"

di Cristiana Raffa

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4.8
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Tags: ", MoMA, Louvre, Brad Pitt, Angelina Jolie




Sarebbe curioso chiedere ai poliziotti di Bristol cosa pensano di "Banksy versus Bristol Museum", la prima mostra dedicata all'opera dello street artist più famoso del mondo. Proprio quei policemen che fino a qualche anno fa a Bristol, città dove Banksy - di cui nessuno conosce l'identità - è nato e cresciuto, organizzavano ronde notturne per arrestarlo mentre imbrattava i muri cittadini, si sono ritrovati nei primi due giorni di apertura dell'esposizione, a dover gestire un flusso di 8.500 persone accorse entusiaste al vecchio museo cittadino per ammirare 100 opere tra stencil, dipinti, statue, e installazioni, molte inedite.
In queste ore stanno anche dando la caccia al ladro che ha rubato un suo dipinto limited edition da una scuola nel Leicestershire, e, come se non bastasse, balza sui giornali di mezzo mondo la notizia che un suo murales è stato imbrattato da vandali con una pistola a vernice blu, pochi giorni dopo l'inizio della mostra.
Un tempo Banksy entrava di soppiatto nei musei ed esponeva le sue opere confondendole con quelle degli artisti "veri". Dal MoMA al Louvre, sempre senza chiedere il permesso. Oggi invece l'artista vero è lui, ed entra dalla porta principale: «Per la prima volta i soldi delle tasse degli inglesi vengono usati per appendere le mie opere alle pareti anziché per distruggerle», ha dichiarato attraverso l'ufficio stampa del museo. Dissacra, schernisce, a volte con una sottile e amara ironia, più spesso con una inconfondibile emozionante poetica, come un ladro gentiluomo. Critica aspramente vizi e valori della civiltà occidentale: il consumismo, il militarismo, la falsa morale, il cibo spazzatura, lo sfruttamento dei lavoratori e gli abusi sugli animali. Si prende gioco del mondo dell'arte e in cambio viene celebrato da avanguardia, come è capitato solo ai più grandi. Alle aste in cui sono presenti le sue opere c'è sempre la calca, i suoi pezzi vengono venduti per centinaia di migliaia di sterline e lui si diverte a considerare gli acquirenti, pubblicamente e senza mezzi termini, degli idioti. Tra questi anche Brad Pitt e Angelina Jolie che pare abbiano speso oltre 200mila dollari per accaparrarsi un suo quadro.


La storia di Banksy, quella nota, comincia negli anni Ottanta tra raduni di graffitari e crew di vecchi compagni. Lui però si distingue presto con gli stencil, la tecnica che permette di riprodurre le stesse forme e simboli in serie, e una forza comunicativa che si impone su qualunque gusto estetico. Invade Londra coi suoi topi ("rat", anagramma di "art") considerati animali simbolo perché piccoli e perseguitati, ma numerosi e potenti; e poi scimmie, poliziotti, bambini, anziani. In un'immagine riesce a condensare un mondo malato di fatali contraddizioni. Sa mischiare tecniche, crea installazioni, statue e persino performance: nel 2002 si è infilato nella gabbia dei pinguini dello zoo di Londra, travestito da pennuto, con un cartello: "Il pesce fa schifo, il posto non ci piace, ci annoiamo a morte". Nel 2005 è sbarcato in Terra Santa per dipingere il muro che divide i territori palestinesi da Israele, buchi in trompe l'oeil per immaginare un "di là" possibile e sereno, per gridare al mondo l'assurdità dei confini. Poi ha messo un fantoccio travestito da prigioniero di Guantanamo a Disneyland e diffuso nei negozi cd di Paris Hilton contraffatti. Successivamente è arrivato a New Orleans per ricordare come la città sia stata messa in ginocchio da sciacalli e istituzioni assenti, dopo il passaggio dell'uragano Katrina. Non ha mai confermato l'identità che il Daily Mail ha provato ad attribuirgli l'anno scorso, non si è mai presentato a ritirare un premio, rifiuta costantemente ingaggi milionari da brand come Nike a cui risponde: "non mi piace che i bambini cuciano scarpe".
Oggi nella hall d'ingresso del museo di Bristol un manichino raffigurante un poliziotto in tenuta antisommossa si dondola su un cavallino da giostra, proprio accanto ad un furgoncino dei gelati dato alle fiamme. Un artista contro un museo, per rovesciare tutti gli schemi alimentando i paradossi dell'arte. È lecito pensare, viste le prime file all'ingresso, che il traguardo dei 100mila visitatori previsti da qui a fine agosto sarà superato.
Bristol's City Museum & Art Gallery
Fino al 31 agosto
Ingresso libero
Ogni giorno dalle 10 alle 17.
www.banksy.co.uk

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