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teatroRiflettori puntati su Jean-Luc LagarceDa Milano a Napoli, il Belpaese riscopre l'autore francese di SImona Spaventa |
Tags: Piccolo Teatro, Bologna, Out Off, Fanny Ardant
Due allestimenti di punta nella stagione del Piccolo Teatro, un monologo a Bologna, un altro testo pronto per il debutto all'Out Off di Milano e un doppio omaggio internazionale al Napoli Teatro Festival di giugno, illuminato da una stella del calibro di Fanny Ardant. Con un record di messe in scena, i riflettori del teatro italiano quest'anno si sono puntati su Jean-Luc Lagarce, classe 1957, gran talento della scena francese scomparso a soli 38 anni, nel 1995, stroncato dall'Aids. «Nel 2012 sarò un autore di culto», scherzava con gli amici quando, poco prima di morire, ancora nessuno metteva in scena i suoi testi. Una profezia che si è avverata prima di quanto pensasse: in Francia negli ultimi anni è l'autore contemporaneo più rappresentato, consacrato dalla Comédie-Française e inserito perfino nei programmi della maturità. Un "classico" di cui si sono finalmente accorti anche i fratelli d'Italia. Scelta non scontata, perché il suo è un teatro non privo di tagliente umorismo, ma nutrito soprattutti di incontri incompiuti, occasioni perse che si risolvono in un'impossibilità di comunicare. La famiglia, gli amici, il lavoro sempre nelle sue pièce – ne ha scritte 25, nei pochi anni voraci di attività in cui fondò compagnie teatrali e case editrici, recitò e curò regie – sono luoghi dove l'individuo cerca di entrare in contatto con gli altri, ma non ci riesce. E Lagarce ritrae questo fallimento con un linguaggio unico, rotto da ripetizioni, esitazioni e ripensamenti, quasi un balbettare di ardua resa scenica.
Succede in Fino alla fine del mondo, esasperato (e autobiografico) interno familiare di provincia sconvolto dal figliol prodigo, intellettuale sradicato in città, che ritorna per annunciare, senza riuscirci, la sua morte imminente. Un testo che Luca Ronconi, nella sua ultima regia vista al Piccolo di Milano a marzo, raggela in uno spazio grigio e freddo, da obitorio. Più scoperta la vanità del discorrere nei Pretendenti, l'altra pièce allestita dal Piccolo e diretta dal giovane assistente di Ronconi, Carmelo Rifici: qui il taglio è ferocemente satirico, nel ritratto dei piccoli intrighi e delle meschinità di una burocrazia di paese impegnata nel rinnovo del direttivo di un circolo culturale. Altrettanto caustico Le regole del saper vivere nella società moderna, sorta di galateo dal sapore illuminista dove una dama monologante spiega le norme della buona società: unica delle opere di Lagarce che già si conoscevano in Italia, lo ha riallestito a marzo Marinella Manicardi a Bologna, al Teatro delle Moline. E mentre il Napoli Teatro Festival a giugno farà un doppio omaggio a Lagarce con due allestimenti internazionali di Music Hall – uno, il 9 giugno, dello spagnolo Luis Miguel Gonzàlez Cruz e l'altro, il 26, del francese ed ex bel tenebroso Lambert Wilson, con due star come Marina Andina e Fanny Ardant – tocca a Lorenzo Loris affrontare Ultimi rimorsi prima dell'oblio (al Teatro Out Off di Milano dal 3 giugno al 5 luglio): in scena Gigio Alberti e Sabrina Colle, nota al gossip per essere la fidanzata ufficiale di Vittorio Sgarbi. Scritto nel 1986, il dramma riunisce due uomini e una donna che non si vedevano da anni nella casa di campagna dove hanno vissuto insieme e che devono vendere. Tra frustrazioni, silenzi, slanci repressi, non decideranno nulla, il nodo non verrà sciolto.
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