arte

Damien Hirst: «I prezzi destinati a scendere»

L'artista più ricco del mondo aspetta tempi migliori per la sua collezione

di Paola Bottelli



«Anch'io non sto comprando per la mia collezione d'arte. Ho circa tremila opere: cinque dipinti di Francis Bacon, lavori di Andy Warhol, Richard Prince e Jeff Koons. Ma non compro nulla, perché penso che i prezzi scenderanno ancora. Comunque, credo che si parli troppo di soldi in questo campo, ma che l'arte sia la "moneta" più potente del mondo».
Perfino Damien Hirst, l'artista più ricco (e più furbo) del mondo, sta alla finestra dopo che i listini sono crollati da un minimo del 30 a un massimo del 50% a causa della recessione internazionale. Proprio lui, lo scorso settembre, in coincidenza con il crack della Lehman Brothers, aveva organizzato un'asta presso Sotheby's di Londra che aveva raccolto quasi 200 milioni di dollari.
L'artista britannico è intervenuto all'inaugurazione di una mostra dei suoi lavori a Kiev, in Ucraina, organizzata dal miliardario dell'acciaio Victor Pinchuk. «Più della metà delle opere esposte sono sue, che probabilmente è il mio collezionista più importante», ha rivelato Hirst, vestito casual in jeans, T-shirt bianca e giacca blu, occhiali Prada, un anello con teschio e uno con scheletro alle dita. In esposizione al Pinchuk Art Center, un centinaio di lavori firmati dall'estroso 43enne di Bristol tra il 1990 e il 2008.
Bevendo un bicchiere di acqua nel bar tutto bianco della galleria, Hirst ha aggiunto che sta pianificando di esporre in modo permanente a Londra il celeberrimo teschio in platino e diamanti da 100 milioni di dollari e che realizzerà presto dei meteoriti

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