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arte contemporaneaUna nuova reggia per King CharlesIl quartiere generale della Saatchi Gallery di Londra debutta con la Cina di Alessio Ascari |
Tags: Saatchi, Damien Hirst, Tracey Emin, YBA, Chelsea
La Saatchi Gallery si rinnova e per il debutto sceglie la Cina, meglio, la nuova generazione di artisti di Pechino.
"La rivoluzione continua", asserisce trionfalmente il titolo della mostra. E, se sul valore degli artisti di questo nuovo, enorme mercato cinese persiste qualche legittimo dubbio, che il celebre magnate iracheno Charles Saatchi, padre padrone del tempio dell'arte londinese, abbia avuto un impatto rivoluzionario sulla scena artistica globale, ebbene, questo non si discute.
Emerso come principe dell'advertising con la sua agenzia Saatchi & Saatchi, nei primi anni Novanta Charles si trasforma nel sovrano indiscusso dell'arte britannica, ospitando presso il proprio spazio espositivo, aperto a metà anni Ottanta, la mostra collettiva di un gruppo di giovani artisti inglesi, tra cui Damien Hirst e Tracey Emin, che diventeranno immediatamente celebri (ed enormemente remunerati e remunerativi) sotto la sigla YBA, Young British Artists.
Da allora sotto i ponti di Londra di acqua ne è passata parecchia, e l'attività della Saatchi Gallery ha attraversato molte fasi e molti umori, cavalcando ogni trend estetico e di mercato e caratterizzandosi per l'attitudine tassonomica, orientata cioè ad individuare e "targare" scene locali, talvolta un tantino arbitrariamente, annunciando l'avvento, di volta in volta, della "New Art" americana, tedesca, mediorientale o indiana, probabilmente con l'intento di replicare il successo stellare dell'etichetta YBA.
Adesso è il turno della Cina, con una mostra quasi antologica che include tutte le superstar del momento (e forse del futuro), da Zhang Xiaogang a Yue Minjun, e con la quale l'irrefrenabile Charles, in barba alla recessione, inaugura il suo nuovo quartier generale - un meraviglioso, esagerato, sontuoso "palazzo reale" di 7.000 metri quadrati nel cuore del quartiere londinese di Chelsea, un vero e proprio museo privato ad ingresso gratuito creato in partnership con la prestigiosa casa d'aste Phillips de Pury & Co. Accanto alle grandi mostre, la galleria ospita anche una Project Room dedicata ad un singolo artista della collezione, in questo caso all'interessante artista polacco-svedese di adozione newyorkese Aleksandra Mir, che espone una serie di disegni ispirata ai tabloid americani.
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