Romaeuropa festival

La danza di Juliette

A 44 anni la Binoche si scopre ballerina, con la regia di Akram Kahn e la scenografia di Anish Kapoor

di Roberta Rizzo



Venticinque anni di carriera appena compiuti e Juliette Binoche cambia mestiere: da attrice a ballerina professionista, senza mai aver mosso un passo di danza.
La musa "blu" di Kieslowski, cioccolataia misteriosa per Johnny Depp e infermiera "da Oscar" del paziente Fiennes, si re-inventa con una passione antica, mai coltivata finora. Capriccio da star? Forse. Se non fosse che, per lei, si sono scomodati due "guru" della danza e della scenografia contemporanee, Akram Kahn e Anish Kapoor. Ed ecco venire alla luce In-I, un incontro rischioso, più che un semplice spettacolo, tra due personalità come quelle di Kahn e Binoche, dove l'uno indosserà le vesti dell'altra, sul palco firmato dal grande scultore indiano.
Lei, francese seducente e irrequieta, ha deciso di piroettare per un pò fuori dal set cinematografico e sottoporsi a una lunga preparazione per reggere il confronto con il partner. Lui, londinese di nascita ma indiano nelle radici, sperimentatore fra i più apprezzati dei linguaggi della danza contemporanea, per Juliette si è messo a recitare, suonare (sul palco imbraccia la chitarra) e perfino cantare. Sono la coppia più bella e improbabile del momento. Divisi tra musica, danza, canto e recitazione Binoche e Kahn si concedono notevoli azzardi mettendosi in discussione, sul palco, come individui prima che come artisti. In-I, che in realtà è una normalissima storia d'amore, diventa così un incrocio tra mondi paralleli raccontato nello spazio scenico di un muro che di volta in volta cambia colore. Specchio, per Anish Kapoor, degli stati d'animo dei due innamorati.
Lo spettacolo, accompagnato dalle musiche di Philip Sheppard, ha debuttato al National Theatre di Londra e sta facendo il giro del mondo. Dal 5 all'8 novembre sarà al Teatro Olimpico di Roma ospitato da Romaeuropa Festival, per poi far tappa a Parigi, al Theatre de la Ville, (dal 19 al 29 novembre) in Lussemburgo, a Bruxelles, Montreal, Abu Dhabi, Sydney, Tokyo, Pechino, Shanghai, New York, per una tournee mondiale che impegnerà la coppia per due anni. Intanto, a chi si domanda se la Binoche non abbia fatto il passo più lungo della gamba, il successo della prima londinese è già una buona risposta. Londra, del resto, è ormai prigioniera del fascino dell'attrice francese, che quest'anno celebra i 25 anni di carriera, e le dedica una serie di eventi (di cinema, arte, danza e musica) riuniti sotto il nome di "Jubilations". In-I ne fa parte, insieme a una retrospettiva di tutti i suoi film. Ma c'è anche una mostra di disegni (64 in tutto, inchiostro su carta), autoritratti e ritratti di registi con cui ha lavorato; quasi un faccia a faccia tra cineasta e interprete, a cui la Binoche dedica, per ciascuno, un breve testo-poesia, che sono in esposizione al British Film Institute di Londra e alla Cinematheque di Parigi (a partire dal 18 novembre).

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