|
| ![]() |
eventiLuca Ronconi: «Quando si andava al teatro per copiare gli abiti delle attrici»Il regista e lo stilista Antonio Marras parlano della loro collaborazione per "Sogno di una notte di mezza estate" di Serena Danna |
C'è qualcosa di profondamente romantico nella figura di Antonio Marras. A partire dalle origini: quella aspra e tormentata Sardegna che è appartenuta sempre solo al mare e alla sua gente. Quarantadue anni e una personalità complessa ed effervescente, Marras è innamorato degli anti-eroi: anche l'ultima musa ispiratrice della sua collezione per la primavera-estate del 2009, Camille Claudel, l'amata donna dello scultore Rodin che morì sola in un manicomio una mattina di ottobre del 1943, si inserisce nell'archivio dei suoi fantasmi, quel mondo dove bellezza e morte si incontrano per confondersi. Non sorprende dunque che quando il regista Luca Ronconi ha dovuto scegliere un costumista per il suo Shakespeare (che andrà in scena al Teatro Strehler di Milano il 25 ottobre) abbia pensato proprio ad Antonio Marras, da poco nominato direttore artistico globale della maison Kenzo.
Incontriamo il regista alla sfilata di Marras, seduto in disparte, vestito di nero con la barba bianchissima e lo sguardo fermo di chi è abituato a gestire i capricci delle prime donne: «Trovo molto interessante il lavoro di Antonio – racconta- . Avevo visto una sua collezione vagamente ispirata a "Sogno di una notte di mezza estate" e quando ho iniziato a lavorare alla nostra versione della commedia, ho pensato che era perfetto per noi».
Alla domanda se gli piacciono i costumi, risponde sorridendo che sono ancora in lavorazione ma che la prima volta che ha avuto in mano i bozzetti è rimasto senza parole per cinque minuti: «Mi sembrano bellissimi. Bisognerebbe venire a vedere lo spettacolo solo per vederli... Speriamo di essere all'altezza dei costumi!».
Nonostante i suoi settantasette anni e la predilezione per i classici, Luca Ronconi si conferma ancora oggi un grande sperimentatore del teatro italiano: «Ultimamente ci eravamo assuefatti all'idea degli abiti di scena, dei costumi storici ad uso e consumo del teatro: è il caso di cambiare, che gli attori scelgano il loro costume come fosse un abito da sera».
La collaborazione di Ronconi con gli stilisti ha radici antiche – agli inizi degli anni Ottanta chiese a Karl Lagerfeld di disegnare i costumi de "I Troiani" di Hector Berlioz- e il maestro rivendica senza imbarazzo il legame naturale tra la moda e il teatro: «Quando ero bambino mia madre mi portava a teatro e molte sue amiche andavano solo per copiare i modelli delle attrici».
Dopo la mostra allestita per Carol Rama e la consacrazione sabauda che dal museo di arte contemporanea di Cagliari arriva nel 2006 alla Fondazione Sandretto Rebaudengo di Torino, la collaborazione con Ronconi segna per Marras una nuova tappa nella sua maniera rivoluzionaria di vivere la moda: «La moda è la mia vita, il lavoro è la mia esistenza», dice.
«Ho sempre avuto grandi passioni: musica, danza, scultura, teatro, danza. E tutte sono confluite nella moda, perché cerco di portare le mie passioni nelle cose che faccio». Parla del direttore artistico del Teatro Piccolo di Milano e si avverte tutta l'emozione di partecipare a un progetto così importante: «Ronconi ha visto le mie cose e mi ha chiamato; io da diligente scolaro sono stato a scuola da lui». Riguardo quello ha apprezzato di più quest'esperienza, non ha dubbi: «Mi sono innamorato di Ronconi perché mi ha aperto la mente».
pagina 1 di 1
|
||
| gallery | blog | |
| archivio notizie | archivio speciali | |
| titoli | tags | |
|
||
| Yoox | MyPrestigium | |
![]() |
Come Elisabetta II divenne arte contemporanea
|
| |
| |
