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Sembra che la vera star di questa edizione di Art Basel - la mega fiera dell'arte internazionale di Basilea - sia il miliardario russo Roman Abramovich. Il quarantaduenne proprietario del Chelsea (patrimonio: 20 miliardi di dollari secondo Forbes), in vista dell'apertura della galleria d'arte a Mosca (c'è chi dice che Daria Zhukova, partner del magnate e futura direttrice artistica, stia già cercando nelle boutique londinesi l'abito per l'opening di settembre) si è portato a casa "Girl in Attic Doorway" di Lucian Freud per 12 milioni di dollari. C'è da scommettere che la galleria - che sorgerà in un ex deposito di pullman disegnato negli anni Venti dal grande architetto russo Konstantin Melnikov e rimesso a nuovo dalla giovane promessa inglese Jamie Fobert – riserverà un trattamento speciale al nipote dello psicanalista più famoso del mondo: meno di un mese fa i coniugi russi si sono aggiudicati da Christy's "Benefits supervisor sleeping" per 18 milioni di dollari. Insomma, meno male che a compensare la latitanza dei collezionisti americani («Il mercato non è decisamente quello di sei mesi fa», dice un annoiato Peter Brant, noto collezionista newyorkese conosciuto come "il Donald Trump con gusto") ci pensano i russi, che in stile Roman, arrivano con jet privato, fanno poche domande e ripartono subito con il "bottino", meglio se cinese. Solo Pace Wildenstein Gallery di New York ha venduto nelle prime 24 ore i lavori di Zhan Xiaogang e Zhan Han a prezzi che vanno dai duecento mila ai settecentomila dollari. Tra opere che non si vedono neanche nei migliori musei del mondo (e viene da chiedersi: perché?) e artisti un pò disorientati – il designer Ross Lovegrove che cammina solo e silenzioso; l'artista David Maljkovic, in piedi all'entrata dello stand che, in stile hostess, accoglie gli acquirenti; Ron Arad, vestito come sempre da clochard d'alto borgo, che dice «odio essere circondato da tanta ignoranza» - bastano pochi minuti per realizzare che, nonostante i tentativi degli organizzatori, Art Basel "is just business". E tutto sommato anche poco divertente.
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