Yvon Lambert,
un francese a Roma

La collezione del temibile mercante d'arte in mostra a Villa Medici

di Federico Nicolao

Rating:
3.0
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Tags: Yvon Lambert


Coabitano in ogni collezione d'arte e in particolare a Roma opere che soddisfano l'occhio e la mente di amanti diversi. Alcune , poiché ne hanno misteriosamente la forza, raggiungono il cuore di tutti. Yvon Lambert colleziona da sempre per sé: in nome della sua passione privata, del suo interesse e dell'amore che lo lega all'arte (meglio, agli artisti) e ai libri. I suoi tesori e la sua raccolta singolare si visitano di solito alla Fondazione che ne porta il nome ad Avignone. Oggi invece Richard Peduzzi e la Francia hanno invitato Yvon e la sua collezione a un viaggio in Italia aprendo loro le porte di Villa Medici, sede ideale per mostrare l'arte del nostro tempo con quella vocazione per il mondo e non per il proprio ombelico che hanno ancora alcuni francesi.
Eppure Yvon Lambert, uomo schivo e colto, è uno dei più importanti e temibili mercanti d'arte del nostro tempo: determinante per non pochi artisti contemporanei; punto di riferimento per molti musei internazionali; pericolosamente e irrimediabilmente influente nelle scelte critiche di chi compra e promuove. Per Yvon aperto al mondo intero, curioso, sollecito nella difesa dell'artista, capace di esporre e difendere nel tempo Kiefer, Twombly, Barcelo, Sol Lewitt, Cerith With Evans, Gordon Matta Clark, Boltanski e tanti altri, Roma e l'Italia sono da sempre un giardino segreto nelle sue carte di viaggio. Vi si sono fermati o vi hanno soggiornato Cy Twombly o Sol Lewitt, Marcel Broodthaers, Nan Goldin o Miquel Barcelo, vi sono venuti Koo Jeong-A e Niel Toroni; e non di rado sono dunque arrivate come incanto prezioso da questa luce alcune delle opere che più lo hanno deliziato.
Da mesi si studiava alla Villa per trovare a ogni opera un luogo. Grazie a Yvon Lambert, nasce così una mostra che turba e appassiona. Ecco la loggia dell'atelier del bosco trasformata in un incanto contemporaneo attraverso la scultura di Sol Lewitt (che non c'è più ma che tanto contava per l'amore di Yvon per l'Italia). Ecco aprirsi per la prima volta per un'opera di Claude Lêveque (un serpente di luce e colore) la scala del Grottone. Spiccano straordinarie le opere su carta di Cy Twombly,un pittore che Peduzzi ama e Mezil aveva già esposto in modo diverso ad Avignone. La Villa accoglie con magia lo spirito con il quale Lambert ha collezionato e unito Brice Marden e i suoi collage, Louise Bourgeois, Lawrence Weiner, Barcelo e tanti altri valori dell'arte. Lo stesso con il quale ha probabilmente domandato commosso e timido ad Anselm Kiefer di dipingere per la mostra la fontana davanti alla fortezza. Già Ingres e Corot pensionnaires l'avevano resa immortale in alcune delle loro vedute, ma uscendo ci si interroga ancora con un misto di smarrimento, imbarazzo e ammirazione su quale diventi talvolta il ruolo del gallerista e del collezionista (ma anche del curatore e del direttore di un'istituzione) per il diletto degli uni e degli altri ma anche per chi verrà dopo.

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