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mostreJeff Koons e i giganti tra i gigantiLe coloratissime sculture extra large dell'artista in mostra tra i grattacieli di Manhattan di Marta Casadei |
Tags: Baloon Dog, Jeff Koons, Metropolitan Musem of Art, New York
Un cane realizzato attorcigliando un palloncino dorato, come fanno i clown per far divertire i bambini alle feste di compleanno.
Se non fosse per un piccolo particolare: è d'acciaio ed alto trenta piedi che, per noi europei, sono poco più di nove metri. Baloon Dog, questo il suo nome, è una delle ultime opere d'arte firmate Jeff Koons, cinquantatreenne artista americano noto amante della scultura pop, dei colori sgargianti e delle dimensioni extra large. Ad ospitare la sua ultima mostra – per il 2008 ne ha già in programma altre due, una negli Usa e l'altra a Versailles – è una location davvero suggestiva: The Iris and B. Gerald Cantor Roof Garden del Metropolitan Musem of Art di New York. La terrazza, aperta al pubblico nel 1987, non è nuova alle grandi mostre – quella di Koons è l'undicesima personale ad essere ospitata nel Roof Garden dal 1998 – ed è un trampolino speciale dal quale immergersi in New York poiché offre un panorama spettacolare di fronte al quale è difficile rimanere impassibili. Un luogo nel quale Jeff Koons, con lo skyline newyorkese sullo sfondo e la grande Manhattan ai propri piedi, celebra ancora una volta la sua creatività. La mostra Jeff Koons on the Roof che, inaugurata il 22 aprile scorso, accompagnerà la Grande Mela fino al 29 ottobre 2008, ha solo tre protagonisti: a far compagnia al già citato Baloon Dog ci sono infatti Sacred Heart, un cuore di cioccolato avvolto – a mo' di uovo di Pasqua – in una luccicante carta rossa e ornato da un fiocco dorato, così bello da far scordare Hanging Heart, il cuore di proprietà François Pinault esposto a Palazzo Grassi di Venezia nel 2006 (l'opera più costosa di un artista vivente, battuta all'asta per ventiquattro milioni di dollari), e Coloring Book, silhouette di Pimpi – maialino rosa fedele compagno dell'orso Winnie the Pooh – tratta da un libro da colorare e dipinta senza seguire una precisa logica, come se a tenere in mano il pennello fosse stato proprio un bambino.
Inedite fino a questa grande occasione, le tre sculture-installazioni sono accomunate dalle dimensioni gigantesche, dai colori vivaci e dal materiale: sono tutte realizzate in acciaio inossidabile ad alta percentuale di cromo verniciato con uno strato di colore trasparente.
Selezionate tra le opere che compongono la collezione Celebrations, realizzata dall'artista americano tra il 1994 e oggi, lasciano spazio a molteplici interpretazioni: Baloon Dog può essere un giocattolo erotico, Sacred Heart può alimentare la voglia che adulti e bambini hanno di dolci e beni lussuosi, con un riferimento alla contaminazione commerciale che la religione e i sentimenti subiscono. E poi c'è Colorino Book, simbolo di una società sempre troppo infantile.
Come nel resto della sua carriera, Koons non smette di giocare, stupire, e, perché no, scandalizzare. Ma senza sganciarsi dalla riflessione sul mondo che ci circonda, sui problemi che affliggono la società del XXI secolo: in primis, la cultura del consumismo, basata su valori vacui e instabili che, sempre più spesso, sono veicolati dalle pubblicità. L'artista esplora senza paura e senza freni le più radicate ossessioni contemporanee: il sesso, la celebrità, i media. Privilegiando una strategia di forte impatto, dimensioni e colori che impressionano lo spettatore. Che, salendo nel Cantor Roof Garden del Metropolitan, non potrà fare a meno di trovarsi davanti a una scelta difficile: rimanere incantato dal panorama mozzafiato o farsi trasportare dalle opere allegre e impegnate di Koons.
www.metmuseum.org
www.jeffkoons.com
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