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Che sia un appuntamento da non perdere lo si capisce già all'aeroporto. Negli hangar dello scalo di Maastricht, cittadina olandese sede del famoso trattato, sono parcheggiati decine di jet privati provenienti da tutta Europa e non solo. Vip, mercanti d'arte, businessman e danarosi appassionati sbarcano diretti verso il Mecc, il centro congressi e mostre. A suscitare tanta attenzione è il Tefaf, acronimo di The European Fine Art Fair, la più grande fiera d'arte e antiquariato d'Europa che coinvolge oltre duecento espositori internazionali. Un rendez-vous obbligato per i facoltosi compratori che, sguardo rapito e libretto degli assegni alla mano, si lasciano affascinare dalle bellissime opere: dipinti, sculture, ma anche porcellane, tessuti, argenti, gioielli e manoscritti miniati. Pare che lo stesso Silvio Berlusconi sia uno degli affezionatissimi clienti del Tefaf. L'anno scorso ha ceduto febbrilmente alla tentazione dello shopping di oggetti d'arte, facendo incetta di pezzi unici: il «Giudizio di Paride», opera seicentesca di Giovanni Odazzi; due tele settecentesche firmate da Apollonio Domenichini; due dipinti del fiammingo Van Bloemen e una scultura di bronzo del Novecento. La ventunesima edizione della fiera d'arte ripropone opere del passato – come il dittico in avorio del XIII secolo (nella foto) e un'antica statuetta egiziana del 3000 a.C. – e del presente – degna di nota, la Femme Alongée di Picasso - che costituiscono un tesoro dall'incalcolabile valore artistico e dallo strabiliante valore commerciale. Le stime parlano di circa un miliardo di dollari. Mecca dei collezionisti di tutto il mondo, irresistibilmente attratti dalla rarità degli oggetti esposti – la cui autenticità è minuziosamente vagliata da un team di esperti -, il Tefaf è anche un'occasione glamour. Complici, l'alta cucina degli chef di Relais&Chateaux, prestigiosa catena di hotel e ristoranti, e la creatività della Royal de Luxe Company che, per l'occasione, mette in scena uno spettacolo teatrale che coinvolgerà anche i visitatori della fiera. Sempre che, tra un prezioso distico in avorio e un diamante da 107 carati, siano disposti a farsi distrarre dai loro acquisti a sei zeri.
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