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OpeningDalì arriva in Florida e il museo diventa surrealeSpirali e curve di vetro nel nuovo museo dedicato all'artista spagnolo in riva all'Oceano. Che è anche un inno alla sostenibilità di Cristiana Raffa |
È uno strano caso di contenitore che assume la forma del contenuto. È il nuovo Dalì Museum, inaugurato l'11 gennaio in Florida, sulla costa di St. Petersburg, la più grande raccolta di opere del grande artista catalano al di fuori della Spagna. Un edificio parzialmente fluidificato, un effetto architettonico "daliniano", direbbe un critico d'arte. Costato 3 anni di lavori e 36 milioni di dollari, 20 mila mq affidati allo studio internazionale HOK Architects. Il direttore del museo Hank Hine e il direttore del design Yann Weymouth hanno ripercorso i luoghi più cari al genio surrealista prima di mettere mano al progetto. Weymouth all'inaugurazione ha spiegato di aver trascorso molto tempo nella casa in cui Dalì visse, nell'amata Catalogna: «Ho cercato di carpire ogni dettaglio e ho parlato a lungo con un mio zio che è stato un caro amico di Dalì – e precisa - Il design è chiaramente un omaggio al surrealismo. Le solide e opache linee cartesiane del parallelepipedo principale sono rotte da volumi cristallini e irrazionale. Nelle opposizioni strutturali delle forme ci sono rimandi alla fascinazione di Dalì per le serie di Fibonacci, per le curve perfette delle conchiglie e per le molecole del DNA».
I tre piani sono infatti raccordati da una scala a spirale che viene contestualizzata visivamente in modo diverso da ogni punto d'osservazione. «Abbiamo disegnato l'edificio per essere compreso e fruito nel modo più semplice dai visitatori, rendendo chiari gli accessi e semplice l'orientamento all'interno», continua Weymouth. La superficie chiara e isolante alternata al vetro, con un gioco ottico di vuoti e pieni, non è solo una metafora costruttiva, ma risponde a esigenze climatiche precise in un territorio sempre assolato e ventoso, soggetto a uragani. Le due gallerie, con la collezione permanente e quella temporanea, si trovano al terzo piano da dove si gode una splendida visuale su tutta la baia. Curati e scenografici anche il caffè, il giardino e il negozio interno.
Il museo è stato costruito con le più avanzate tecniche di progettazione sostenibile. Uno studio rigido e dettagliato al servizio dell'estro creativo, approccio in continuità col pensiero daliniano (in una celebre intervista con Oriana Fallaci del 1961 Dalì disse: «Ho sfondato il muro della spudoratezza con una disciplina da caserma»). Numerose le strategie attuate per un risparmio idrico e energetico sul lungo termine attraverso sistemi di raccolta e filtraggio delle acque (servono 800 mila galloni l'anno per l'alimentazione di base) e potenziamento delle risorse naturali a disposizione. La temperatura interna è mantenuta di qualche grado al di sotto di quella esterna dallo spessore delle mura. I materiali usati sono locali, riciclati o riciclabili.
Tutta la zona circostante è parte di un progetto di connettività intelligente con trasporti mirati e coinvolgimento della comunità sui temi della cittadinanza ecosostenibile. Nel museo sono attesi da 200 mila e 400 mila visitatori l'anno, le iniziative che li intratterranno sono le più varie, dai progetti didattici alla scoperta di Dalì, alle colazioni coi curatori, dai party a tema (consigliati baffetti all'insù, dress code a base di stampe aragosta e cappelli-scarpa) e addirittura classi di yoga abbinati alle visite. Non mancano le proiezioni dei film di Buñuel con cui l'artista ha collaborato, per ricordare che Dalì ha tracciato un solco nella storia dell'arte anche grazie al suo eclettismo.
www.salvadordalimuseum.org
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