Riuso estremo

Come trasformare
le ossa in oggetti
di design

La designer tedesca Julia Lohman recupera materiali di scarto e ne fa vasi, argenti, lampade

di Valentina Ciuffi

Rating:
5.0
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Tags: Julia Lohmann, Londra, design



Al Salone milanese del 2008, Julia Lohmann armeggiava con alghe di varie specie in faccia ai visitatori incuriositi della galleria Nilufar: le bagnava, le modellava, le essiccava, per tirarne fuori, seduta stante, atipiche e bellissime collane; dal soffitto le piante del mare calavano sotto forma di arzigogolati lampadari. Luce verdognola e soffusa, odore strano ma piacevole: la stanza della galleria si era trasformata in un affascinante laboratorio. Non è stata certamente questa la sede degli esperimenti più estremi intrapresi dalla giovane designer tedesca che, in fatto di "materia" prima, nel suo lavoro ama spingersi decisamente oltre.
Se viste da lontano le sue "Ruminant Bloom" hanno un che di romantico e fiabesco, un'ispezione più ravvicinata svela le loro favolose sembianze: sono lampade realizzate con stomaci di mucca essiccati - con quarti stomaci per l'esattezza, perché, spiega la designer «dei quattro stomaci che hanno i bovini, il quarto ha decisamente la texture più interessante».

E se le interiora delle pecore, ripulite ed essiccate, grazie all'estro creativo della Lohmann si trasformano in uno spettacolare controsoffitto (Flock), i vermetti appena estratti dal Metzcal sono ideali per tracciare eleganti e intricati disegni con inchiostro più che "naturale" (Maggtypes)!
Su questa scia, anche l'ultima ricerca della designer che, londinese di adozione, si è spinta assieme al compagno Gero Grundmann lungo le rive del Tamigi a caccia di ossa…Proprio così, questa volta, gli accattivanti oggetti realizzati dalla coppia di designer – e in mostra a Londra per la personale "Tidal Ossuary" alla Libby Gallery – sono allegre rivisitazioni di ossa animali disperse nel fiume cittadino probabilmente durante l'epoca vittoriana, e oggi reperibili sulle sponde, ripulite e levigate dagli anni.
Ma che ne è stato di loro, sotto le grinfie dell'instancabile Lohmann? Un destino piacevolmente insolito: da scarti di ultima categoria, a minimali ed eleganti vasi per fiori, tinte, resine, argenti per una trasformazione riuscita, una delicata ed efficace rilettura.
E se il gioco del riciclaggio è ormai talmente frequente nel mondo del design, che talvolta nel rincontrarlo si avverte un principio di stanchezza, il fare estremo della Lohman è in grado di sorprendere ancora: attorno al tema del riuso, con una buona dose di ironia, un leggero e insolito tono macabro, verso una "sostenibilità" un po' meno noiosa, meno politically correct, forse più efficace.

www.julialohmann.co.uk

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