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EventiPer le strade di Stoccolma il meglio della Design WeekIn giro per la città fra opening, presentazioni e feste, a caccia delle creazioni più belle di Valentina Ciuffi |
Tags: Jasper Morrison, Stoccolma, Satyendra Pakhalé, Bjarke Ingles
Se tra gli stand dell'elegante stabilimento fieristico poco fuori dal centro di Stoccolma l'esposizione era un po' dispersiva, ripetuta nelle forme e nei colori, la settimana del design svedese ha giocato le sue carte migliori tra le vie cittadine, negli showroom e nelle location mozzafiato scelte per l'occasione. Di incredibile fascino, per cominciare, la casa museo Hallwylska Museet, dove la contessa Wilhelmina von Hallwyl per anni ha raccolto ceramiche decorate, vasellame e preziose chincaglierie di ogni genere e dove, a partire dal 10 febbraio, il celebre designer Jasper Morrison ha esposto le sue giare, grandi e piccole, di diversi materiali e colori, sullo sfondo di piastrelle bianche, nella vecchia cucina di palazzo.
Altrettanto suggestiva – a pochi metri dal Hallwylska Museet, sull'altra sponda del bel parco Berzilli – l'ampia e barocchissima sala del ristorante Berns ha messo invece in mostra i suoi imponenti lampadari avvolti nell'insolita veste confezionata dalla designer Monica Forster: una scenografia perfetta per l'accesa Pecha Kucha Night (talks e altro attorno al design) svoltasi qui, sempre il 10 febbraio.
E se quelli di Swedese hanno allestito cocktail ristretti ma informali per mostrare a ospiti e giornalisti il loro showroom in continua trasformazione tra i palazzi di uno dei quartieri più lussuosi di Stoccolma, Artek ha inaugurato in modo vincente il suo nuovo spazio in città. Nella zona trendy di Soderman, grandi vetrine sulla strada e, sparsi per tutta la ampia sala sgabelli e sedie, i pezzi più classici della ditta, ma vestiti, solo per l'occasione, di tinte davvero squillanti: visibili sin dal marciapiede opposto spiccavano colorati tra le oltre trecento persone dell'opening, tra chiacchiere e bicchieri e un'affascinante performance che mostrava agli ospiti il processo di imbottitura delle famose sedute.
Centrale l'esposizione di Hästens, che celebra con una bella personale di Satyendra Pakhalé, l'inizio della collaborazione tra la consolidata azienda produttrice di letti e divani e il noto designer; appartata e fiabesca invece la location voluta dagli svedesi di Claesson Koivisto Rune, che hanno scelto di mettere in mostra gli oggetti più piccoli realizzati negli ultimi anni – dai geometrici bracciali Eve, all'apprezzatissima lampada da tavolo W08 – all'interno delloSkeppsholmen Hotel, da loro riallestito pochi anni fa e situato nell'omonima e fascinosa isoletta cittadina, sommersa dalla neve e dal silenzio.
E se al romantico cocktail per Jugs, Jars and Pitchers, Jasper Morrison aveva invitato i suoi ospiti a congelarsi in una scena da favola nel giardino del palazzo-museo, il party più riuscito è stato quello dei giovani e alternativi designer di Form Us With Love, a stravolgere un cantiere tutto buchi nel centro di Stoccolma. E, prima del party, felicemente allestita su cartoni precari e dondolanti, nella pancia di un palazzo sventrato, per raccontare i bei fiori spropositati che annunciano la nuova collezione di Bolon, come la divertente sedia appena realizzata per Voice.
Tra i danzanti alla festa di Form us With Love c'era anche il famoso architetto Bjarke Ingles che in fiera esponeva Tube Chair, la creazione più recente del suo nuovo studio di design KiBiSi, fondato con Lars Holme Larsen e Jens Martin Skibsted. Ma alla Stockholm Design Week di quest'anno uno dei nomi che ha risuonato di più, è probabilmente quello dell'italiano Luca Nichetto. Successo indiscusso per la sua Robo, sedia realizzata per gli svedesi di Offecct e ispirata al celebre video di Chris Cunningam per Bjork, All is full of Love. Una sedia robot completamente disassemblabile: bella montata, ma anche fatta a pezzi, scomposta nei suoi "arti", come li chiama il designer. Lo abbiamo incontrato al popolarissimo opening della sua personale, nello showroom di Offect appunto, felicissimo del suo successo svedese, soddisfatto del modo di lavorare che ha trovato qui al nord, stufo di certe dinamiche nostrane e dispiaciuto solo del fatto che troppo pochi italiani, soprattutto pochi designer, siano venuti a scoprire la Stoccolma del design. «Ma la voce della bell'aria che tira qua si sta già spargendo e sarà, di sicuro, per la prossima volta».
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