intervista

Grcic: «Una mostra
per discutere finalmente di design»

A Londra il designer sceglie 46 oggetti-simbolo della nuova creatività per l'esposizione "Design Real"

di Valentina Ciuffi


Konstantin Grcic non è sicuro che la sua mostra sul design alla Serpentine Gallery di Londra, aperta fino al 7 febbraio, sarà un successo, mette in conto la possibilità di una stroncatura e la cosa non lo spaventa, «per certi versi potrebbe essere un risultato stimolante», dice. Tra i più noti e celebrati designer del momento e per l'occasione curatore, lamenta l'assenza di un dibattito nella sua disciplina: «Manca una discussione, non c'è mai nessuno che scriva un testo davvero critico sul design. Se "Design Real" fosse il punto di partenza per creare un dibattito, sarei contento, anche se le mie scelte espositive venissero attaccate».
Per la ricerca e per una parte della mostra che si sviluppa on line, Konstantin ha coinvolto quattro docenti e le loro classi (Anna Bernagozzi - ENSAD, Anniina Koivu - ECAL, Jonathan Olivares - Jonathan Olivares Design Research, Tim Parsons - Camberwell College of Arts), per i testi e il catalogo ha chiesto aiuto all'amico designer Jonathan Olivares e alla curatrice Emily King. E se il confronto con Hans Ulrich Obrist, direttore della Serpentine, non è mai mancato, per la scelta dei 46 oggetti esposti non ha voluto consigli da nessuno: non cercava una selezione che fosse appoggiata dal consenso di altri, nulla che si avvicinasse a qualcosa di democratico, ma scelte molto personali e per questo più suscettibili di essere contestate. Se si è imposto alcune regole per stringere il campo – i suoi oggetti dovevano essere prodotti industriali ed essere contemporanei (cioè realizzati negli ultimi anni) – si è concesso la libertà di spaziare in mille direzioni, pescando tra cose di diversissimo segno: dalle scarpe in plastica di Zaha Hadid, all'amo da pesca di Cormoran, dal cuore artificiale di Abiomed, al casco Speedglas 9100. Oggetti super semplici, item ipertecnologici, seriali e main stream o davvero specialistici....
I pezzi selezionati vanno in mostra quasi da soli, affiancati da un laconico label – cuore, esca, scarpe – che ne indica tipologia e funzione. Niente nome del designer, niente azienda produttrice o anno di realizzazione, tutte queste info e molte, molte altre sono reperibili on line: il sito www.design-real.com mette infatti in scena ricerche dettagliate e approfondite a partire da ogni item. È così che da un paio scarpe firmate dalla più famosa architetto del momento si arriva al processo per riciclare la plastica, da una caraffa di Pierre Charpin ai mille spinosi problemi attorno al tema dell'acqua potabile, dalla nuova scopetta prodotta da SFEP alle storie di streghe e dei loro leggendari mezzi di trasporto.

«Ogni oggetto è stato scelto per la storia che racconta, poco importa la sua estetica, interessa il modo in cui è calato, naturalmente, nella realtà, le sue mille diverse connessioni con essa. Mentre spiega queste cose Grcic si dondola sulla sua 360° chair (Magis): uno sgabello da ufficio girevole, spigoloso e rigido, quello che ha scelto per la sua postazione qui, nel suo studio di Monaco. E' uno dei pochi che riesce a usarlo così a lungo, ne è consapevole. Anche questo è un oggetto provocatorio che ha realizzato, almeno in parte, per generare pensiero e critica nel mondo del design e per disattivare l'abitudine nell'universo del quotidiano: gli piace che la gente discuta attorno alla sua estetica non troppo probabile, alla sua scomodità, gli interessa che le persone si industrino per poterlo usare, magari scoprendo nuove posture.
Konstantin Gric è ottimista rispetto alla direzione in cui può portare uno sguardo più approfondito attorno agli oggetti che ci circondano, la capacità di giocarci e interrogarci a partire da essi: su questa idea ha strutturato la sua mostra . «Basta poco - spiega - per accorgersi che siamo immersi in un mondo intelligente in cui ogni oggetto è pieno di significati e riferimenti. Al tempo stesso è così facile scordarsene e mettersi a dire che tutto è lusso, consumismo e che stiamo solo sprecando preziose risorse... Il mondo costruito dall'uomo è dinamico, pieno di creatività: non dobbiamo essere ottimisti in modo cieco e conformarci automaticamente a ogni evoluzione tecnologica o consumistica, ma dobbiamo essere positivi nel ricoscere, oltre ai suoi tanti difetti, il potenziale della realtà che abbiamo "disegnato" fin qui».

www.design-real.com
www.serpentinegallery.org

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