|
| ![]() |
EventiI giovani designer incantano LondraScelte per voi le creazioni più originali del London Design Festival, firmate dagli artisti della Talent Zone di Cristiana Raffa |
Tags: Londra, design, Tent London, Philippe Starck
Per una settimana Londra si è sentita la capitale internazionale del design. Dal 19 al 27 settembre si è giocata la sua partita "one to one": lei contro il resto del mondo. Una partita a scacchi, esattamente come quella che centinaia di turisti hanno giocato in Trafalgar Square, dove è stata installata un'enorme scacchiera, disegnata dall'artista madrileno Jaime Hayon. I pezzi, in ceramica dipinta a mano, alti fino a 1,80 cm, sono stati in questi giorni l'ironico simbolo del "made in England", con cavalli, torri e teste coronate a vigilare. La capitale si è travestita da prima donna, anche se i londinesi, quelli che brulicano incravattati nelle strade della City e quelli che arrancano sugli autobus a due piani verso le periferie multirazziali, non ci hanno fatto troppo caso, impegnati ad affrontare ogni giorno gli effetti ancora dolenti della crisi economica.
Da Milano a Miami, passando per Tokio, tutti gli operatori del settore sono andati a vedere, frotte di persone infilate nel vorticoso succedersi di eventi e installazioni che si sono accavallate con la settimana della moda. 163 mostre, 42 eventi ufficiali al giorno, avanguardie dell'architettura, dell'arte, della grafica, del digital design, hanno raccontato come una nuova avanguardia creativa possa far fronte alla contrazione dei consumi. La risposta sembra essere un assottigliarsi del limite che ci divide da un mondo ideale fatto di nuove e più intelligenti tecnologie, l'ottimizzazione delle risorse spinta al massimo, e una riflessione su come imparare a fare un passo indietro per guardare avanti (per esempio nell'uso/riuso di materiali tradizionali come in legno, ma pensati, creati e lavorati in chiave ecologica).
I principali eventi si sono svolti tra il Victoria and Albert Museum, sede di incontri ufficiali e i dibattiti, dove si sono riuniti, tra gli altri, 21 designer per presentare altrettanti progetti di illuminazione alternativa alle lampade a incandescenza, ora bandite dall'Unione Europea. E l'ormai tradizionale appuntamento al 100% Design London a Earls Court e il suo fratello più giovane e estroverso: il Tent London, nella Truman Brewery della sempre trendy (e sempre molto underground) Brick Lane.
E' proprio qui, al Tent, che si sono visti i progetti forse più interessanti, sicuramente i più freschi, intrisi di entusiasmo. Alcuni erano esposti nella nuova sezione dedicata al digitale: nanotecnologie applicate alla cinetica, al servizio dell'interazione e dell'immersione totale in ambienti multisensoriali. Con un tocco si produce musica, con uno spostamento si attivano robot, schermi a parete riflettono le mille luci di una metropoli lontana e ologrammi di uccellini cinguettano dentro gabbiette aperte: "All Beauty. No Mess or Mortality", più che il titolo di un'opera appare come il viatico di nuovo pensiero creativo. Scienza e design vanno sempre più intrecciandosi per definire il lifestyle del secondo decennio del XXI secolo.
Nella Talent Zone espongono dieci ragazzi selezionati tra tanti neodiplomati nelle migliori scuole di design, hanno avuto come padrini d'eccezione Sir Terence Conran e Philippe Starck. Sostenuta e sponsorizzata da Mydeco, mega-portale per la vendita di design on-line (e segno tangibile di come il mondo del design si stia insinuando sempre più profondamente nei gusti del grande pubblico), la competizione ha premiato i progetti più originali e di maggior impatto estetico. Uno dei giovani è Erwin Zwiers, olandese, classe 1983. Non era mai stato a Londra per la manifestazione e ancora non crede che il suo progetto "Leave your shape behind collection" stia rimbalzando sui siti web specializzati di mezzo mondo. «Mi sono diplomato quest'anno in progettazione 3D a Utrecth, sono piuttosto emozionato all'idea di trovarmi su un palcoscenico internazionale in mezzo a designer, produttori, media e progetti d'ogni specie». La collezione è composta da un tavolo con una superficie morbida, modellabile, e da un altro tavolo più tre sgabelli fatti di legno e sacchi di sabbia colorati. «L'ispirazione nasce dalla spiaggia, un luogo dove persone e animali possono lasciare impronte visibili, dove la dimensione ludica si intreccia con l'esigenza di lasciare in qualche modo il segno». Non è preoccupato del fatto che questi oggetti siano più metaforici che utili, come del resto anche tutti gli altri progetti esposti nella zona Talent, dall'utensile per cucina che riproduce un occhio umano («per riflettere sul filtro visuale che si frappone tra la realtà e la nostra percezione», spiega Melene Uffren, diplomata quest'anno al Royal College of Art, Londra) alla lampada morbida dentro cui ci si può infilare in due o più («perché un oggetto di uso domestico può diventare un rifugio», aggiunge Olivia Decaris, anche lei dal Royal College of Art ). Questi ragazzi cominciano così a disegnare le ambientazioni del nostro futuro prossimo, provando a salvare il settore dalla crisi che gli gira intorno. Il pensiero creativo, oggi a Londra, è la speranza per il futuro.
pagina 1 di 1
|
||
| gallery | blog | |
| archivio notizie | archivio speciali | |
| titoli | tags | |
|
||
| Yoox | MyPrestigium | |
![]() |
Come Elisabetta II divenne arte contemporanea
|
| |
| |
