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milanoLe nomination 2008 per il compasso d'oroPresentati i 100 oggetti che parteciperanno al prestigioso premio di Antonietta Demurtas |
Tags: Olivares , Danese, Compasso d'Oro, Gio Ponti, Ross Lovegrove, Alberto Meda, Ron Arad, Philippe Starck, Renzo Piano, Diego Grandi, Xavier Lust, Konstantin Grcic
Chissà se nel 2007, Jonathan Olivares mentre disegnava nel suo studio di Boston la sedia multifunzione Smith realizzata da Danese, avrebbe mai immaginato che con quella un giorno avrebbe potuto vincere il Compasso d'Oro ideato da Gio Ponti. É quello che potrebbe succedere nel 2011, quando il più autorevole premio europeo nel campo del design avrà come suoi vincitori i designer e le aziende che negli ultimi tre anni sono stati inseriti nell'Adi design index: la selezione annuale del miglior design prodotto o ideato in Italia a cura dell'Osservatorio permanente per il design Adi (Associazione per il disegno industriale).
Nell'annuario del 2008, tra le cento nomination non è solo Olivares a guadagnarsi un posto in pole position per l'oro del design. Tra i colossi del calibro di Ross Lovegrove, Alberto Meda, Ron Arad, Philippe Starck, Renzo Piano, anche new entry come Diego Grandi, classe 1977, che per Lea ceramiche ha realizzato City, un materiale per rivestimento in grès porcellanato colorato con polveri metalliche, che ricorda la mappa urbana di una città astratta. Veterano delle segnalazioni Adi index è invece Xavier Lust, già vincitore di un Compasso, e ora di nuovo in gara con lo scultoreo tavolo S Table realizzato da Mdf Italia. Altra nomination anche per Konstantin Grcic, che nel 2001 con la lampada May Day disegnata per Flos vinse la diciannovesima edizione del premio e ora con la sedia Myto sfida la creatività e la tecnologia, realizzando una seduta monoblocco interamente in plastica.
A fare incetta di segnalazioni per creatività e uso di materiali è il designer anglo-israeliano Ron Arad, che compare nelle pagine dell'index 2008 con la "poltroncina scaramantica" Clover disegnata per Driade e la "lampada zoomorfa" PizzaKobra di IGuzzini, liscia e sinuosa come un serpente.
A sedie, tavoli, mobili, radiatori e lampade sono riconosciuti grandi tributi: le voluttuose forme del radiatore disegnato da Antonia Astori e Nicola De Ponti per Tubes, il luccichio del lampadario Mercury, che Ross Lovegrove ha disegnato per Artemide o le sedie "guscio-scocca" chiamate Mr Impossible di Philippe Starck ed Eugeni Quitlet sono solo alcune dei segnalati Index. Per questo delle otto sezioni in cui l'Adi index è diviso, quella del "Design per l'abitare" rappresenta la parte più voluminosa. E se aziende e designer si sono uniti per creare oggetti sempre più eco-orientati, tecnologicamente all'avanguardia ed esteticamente raffinati, "perché il design ha una forza trasversale capace di mettere insieme cultura e impresa" racconta Luisa Bocchietto, presidente dell'Adi, "memoria da elefante. Conoscenza enciclopedia dei materiali e della tecnologie. Nervi saldi e buon senso" sono le virtù che il critico del design Enrico Morteo, membro della commissione di selezione finale, descrive come elemento necessario che ha caratterizzato il lavoro di selezione dei migliori progetti del design italiano. Al pubblico ora il giudizio.
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