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intervistaNorman Foster: «Il mio gioiello sull'acqua»L'architetto inglese presenta il suo "Ocean Emerald", yacht a basso impatto inquinante di Irene Saderini |
Tags: yacht, Norman Foster, Hong Kong, , Ocean Emerald, Milano
Smesso il velluto, troppo invernale per il varo di uno yacht, non ha rinunciato alla sua giacca color verde smeraldo e cravatta in tinta. Norman Foster, nel vestire, pare a tutti gli effetti un lord del Settecento, lui che quel titolo lo ha perduto per evasione fiscale. L'eleganza british rimane, come la sua proverbiale puntualità e l'inseparabile computer sotto braccio. Nonostante il periodo nero (il 25% dei dipendenti della Foster + Partners perderà il posto) l'architetto dà sempre l'impressione di guardare dall'alto le città e i loro problemi di mondo globalizzato. A consacrarlo maestro dell'high-tech è stato il grattacielo di 180 metri per 470 milioni di euro a Hong Kong, progettato per dare una nuova sede alla Hong Kong and Shanghai Bank. Fatti i conti con la cultura locale, i disegni delle torri in ferro e vetro hanno preso forma per davvero. Quella che sembrava una sfida alla natura e ai suoi materiali è oggi il punto nodale di quella "strana" architettura attenta al risparmio energetico, alla ventilazione, all'illuminazione. La stessa architettura che concepisce nuove unità abitative con gli spazi verdi tutt'intorno, e dove la domotica ci consente di abbassare le tapparelle del soggiorno pur trovandoci lontani da casa.
Tutto possibile, anche stando in mezzo al mare a bordo della nuova Ocean Emerald, ultima opera di colui che non è solo un abile e quanto mai intoccabile prestigiatore di forme. Quarantuno metri di un grigio Boero, lo yacht a basso impatto inquinante è la prima imbarcazione gestita da Yacht Plus, leader delle multiproprietà nel campo della nautica. Il valore complessivo dell'imbarcazione è stimato circa 15 milioni di euro ed è stato suddiviso in otto quote, una delle quali dello stesso Foster. Il contratto prevede una durata di otto anni, alla scadenza dei quali sarà rivenduto con la distribuzione del ricavato tra gli investitori, prevedendo una conservazione del valore pari al 60% della stima attuale.
Lo yacht può contare sulla illuminazione naturale, insolita per una imbarcazione a motore, su ciascuno dei quattro ponti, collegati da una scala a spirale in vetro trasparente che convoglia la luce, esaltata anche dalle finiture lucide nei piani più bassi. La suite armatoriale è all'estrema prua del ponte di coperta ed è completamente vetrata. Trovandoci davanti di persona, è inevitabile rivedere il concetto di "vista mare" che si ha avuto fino a quel momento. La pavimentazione del salone panoramico è realizzata con la parte fibrosa che avvolge la noce di cocco, a ricordare vagamente l'interno delle capanne sulla spiaggia. I sistemi di illuminazione integrati nella progettazione degli spazi interni e i giochi di luce proiettati sul soffitto offrono un'atmosfera diversa in ogni stanza.
Come è arrivato a firmare un progetto nel mondo della nautica?
Era il 1985 quando Emilio Azcárraga e George Nicholson (Camper & Nicholson, ndr) mi introdussero al mondo dei grandi yacht proponendomi un progetto per il marina di New York. Successivamente abbiamo lavorato insieme per diverse iniziative, e molto spesso i nostri meeting si svolgevano a bordo di uno yacht.
Cosa ha ispirato le forme di Ocean Emerald?
La natura, come succede già in altri campi, dall'automotive all'architettura. Molti ci vedono un delfino. Il baricentro è stato spostato proprio al centro della barca. Ho dato molta attenzione all'illuminazione anche grazie a una scala a chiocciola di vetro costruita in modo tale da far passare la luce.
Questa è la prima imbarcazione di una flotta di quattro unità gemelle che i Cantieri Navali Rodriguez costruiranno nei prossimi due anni, sono state progettate identiche?
Sono state ideate una uguale all'altra per essere poi personalizzate diversamente. La personalizzazione, infatti, viene ripresa ogni volta che l'armatore sale a bordo. Lo yacht è stato studiato per essere flessibile a varie configurazioni, se ci fossero stati modelli diversi si sarebbe creato da parte dei clienti un modello preferito e uno non preferito.
Quindi pensa che lavorerà ancora al progetto di uno yacht?
Avevo già fatto progetti in passato, però mettersi davanti a una pagina bianca o a un monitor bianco e liberare la mente ricominciando da capo con un nuovo progetto è qualcosa di eccitante. Mi ha entusiasmato molto lavorare nel campo della nautica. Se me lo chiedessero ancora, perché no?
Cosa vorrebbe progettare adesso?
Se c'è dietro un bel progetto in futuro sarebbe bello provare in campi nuovi che non ho mai sperimentato. Il momento di difficoltà ci spinge a essere più efficienti, a fare di più con meno.
Quale è il paese emergente per l'architettura?
Tutti quelli con un'economia dinamica, in contrasto con quella delle nazioni più statiche. Dunque tutti i paesi in via di sviluppo, in movimento. Cina e India in testa.
Ha detto spesso che l'Italia è un Paese speciale per lei, veniamo ai suoi progetti qui.
Milano Santa Giulia, dovrebbe essere un luogo dove vivere, lavorare e anche da visitare. Certo andrebbero realizzati mezzi pubblici realmente attraenti, conservando e creando energia in modo pulito. Dovremmo usare risorse preziose come l'acqua e la terra in maniera saggia. Non dobbiamo solo pensare all'architettura di edifici, ma anche alle infrastrutture intorno. Il nostro stile di vita può addirittura migliorare in edifici ecologicamente sensibili che possono raccogliere energia.
E quando non lavora, cosa fa?
Faccio schizzi, disegno, scrivo e gioco. Sto con mia moglie e la mia famiglia. Preferisco leggere che guardare un film, leggo degli argomenti più svariati.
La sua vera passione è volare, però.
Il mio vero amore è l'aviazione. Non so resistere al richiamo della cloche, ho portato aerei d'epoca, idrovolanti, caccia e elicotteri.
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